1. L'estro amoroso - cap2- Solange deliziosa fanciulla


    Data: 08/06/2020, Categorie: Etero Autore: Roca

    ... rimanendo in piedi mosse il cavallo, poi batté le mani per la gioia. - Scacco! Fece esultante. Spostai il re, il cavallo catturo il mio alfiere. - E' un pezzo importante, vale i tuoi pantaloni. . . anzi, no, prima le scarpe e i calzini! Mi chinai e me li tolsi, mossi la regina prendendo il cavallo. - Anche questo é importante, via le mutandine! Guardai mentre ammainava l'esile indumento. La camicia che copriva ancora il corpo della ragazza celava solo in parte il boschetto nero, mi venne l'erezione vedendo i peli al vertice del delizioso triangolo umidi in corrispondenza del sesso che ancora non vedevo. - Scacco! Disse la ragazza ancora in piedi. Spostai l'alfiere a riparare il re, lei spostando la regina catturò una torre. - Scacco! Via i jeans! Ordinò. Dovetti alzarmi in piedi per toglierli, Solange ma anche Helga guardavano la stoffa dei boxers tesa dalla pressione del pene. Col re catturai l'altro cavallo. - La camicia! La ragazza sorridendo la sbottonò, l'aprì, la tolse. . . Sapevo che non portava reggiseno perché avevo intravisto l'inizio dei seni mentre sistemava i pezzi sulla scacchiera. Guardai le deliziose mele che ornavano il petto della giovane e esultai. - Ho vinto, sei nuda Solange, sei nuda! Malgrado il piacere che mi dava la vista del giovane corpo ero deluso di non notare in lei alcun pudore. Non era come alla festa alla quale avevo partecipato dove qualcuno aveva proposto una partita di strip poker; lì era arrossendo che le ragazze si toglievano i vestiti ...
    ... senza denudarsi completamente perché la prima che era rimasta in mutandine e reggipetto aveva messo fine al gioco malgrado gli amici attorno incitassero a continuare. Solange senza curarsi di celare le proprie grazie batté le mani gioiosa. - Non é vero! Dimentichi le scarpe. . . scacco matto! Disse trionfante. Mi bastò una sola occhiata per vedere che ero stato sconfitto, udii la risata della bionda mentre mi toglievo l'ultimo indumento rimasto. Nel silenzio che seguì quattro occhi fissavano il membro che si ergeva rigoglioso e pulsante poi Helga fece udire la sua voce. - Ha perso Cal, non le resta che pagare! Andò verso la porta, premette i due pulsanti che erano a lato spegnendo la luce della sala e accendendo il lampadario sopra il letto al di là della cortina della zanzariera. Nella penombra la ragazza si avviò, ammirai il corpo che nel controluce rivelava il profilo incantevole delle sue forme, la seguii. . . Si sedette in mezzo al letto guardando mentre in ginocchio di fronte a lei toglievo le sue scarpe, mi accarezzò i capelli. - Sono contenta che tu abbia accettato di trascorrere con me il tuo tempo. - Cosa dici. . . mi piace stare in tua compagnia. . . Era da non credere, a chiunque, non sapendo che la ragazza era pronta agli amplessi che il giorno prima aveva reclamato in modo così forsennato sarebbe parsa una conversazione convenzionale. Sollevai lo sguardo al viso pulito nel quale solo gli occhi indicavano che qualcosa non quadrava, non era drogata ne ero sicuro, ...
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