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L'estro amoroso - cap2- Solange deliziosa fanciulla
Data: 08/06/2020, Categorie: Etero Autore: Roca
... allora cos'aveva? Parlò come spiritata: - D'avvero? Helga dice che ieri sono stata egoista! Oggi voglio essere diversa, per cominciare abbiamo giocato a scacchi, sono stata brava? Ricordai lo spogliarello di cui la partita era stata il pretesto, mi accorsi che un desiderio insano stava entrando in me, decisi di assecondarla. - Mi hai vinto. . . ma preferisco i giochi dove nessuno vince, dove la soddisfazione sta unicamente nel giocare. Per rendere esplicito il gioco al quale alludevo, mi alzai sulle ginocchia esibendo il pene orgogliosamente teso. Sorrise Solange vedendomi avanzare, anch'essa si mise sulle ginocchia poi aprendole si sedette sui talloni, anch'io mi sedetti nella stessa maniera. Gli occhi che fissavano i miei si stavano incupendo come il giorno prima, le mie mani si mossero da sole posandosi sui suoi seni. - Si, giochiamo Cal. . . giochiamo! Disse. Lei portò le mani sul mio petto, un fremito, una scossa mi percorse quando mi sentii pizzicare i capezzoli, tirarli. Repressi il lamento che era salito alla mia gola poi la sensazione che la strana tortura trasmetteva al mio pene soffocò il mio grido, presi fra le dita i capezzoli della ragazza, li pizzicai lievemente facendoli roteare fra i polpastrelli. - Ohhh. . . Solange fu contro di me, i seni contro il mio petto, la bocca aperta cercò la mia, mi sottrassi a fatica e baciandola sul collo strinsi il corpo caldo. Anche lei mi strinse fortemente alitando al mio orecchio: - Oh perché non vuoi baciarmi, perché. . . ...
... perché? - Helga non vuole, lo sai! - Helga é una puttana. . . si faceva sbattere dal senatore prima che arrivassi io! L'aveva quasi gridato, la bionda non poteva non aver udito. Si staccò, una mano scese a stringere il mio pene, si fece leggera nel percorrerlo, la udii sospirare quando portai la mano fra le sue cosce, le dita nella sua vulva. Ci accarezzammo adagio, delicatamente, Gli occhi scuri erano una calamita per i miei occhi, ma erano così strani! Mossi le dita nei succhi che già colavano copiosi rendendo le carni che esploravo lisce, le narici del nasino fremettero. - Ti piace quello che stai toccando Cal? Chiese improvvisamente. - Oh si. . . si. . . - E' la mia passera, anche il tuo cazzo mi piace. . . lo voglio, lo voglio. . . Mi spinse all'indietro dolcemente finché dovetti sostenermi con le braccia tese, allora avanzò su di me le ginocchia aperte, le cosce divaricate sopra il membro che la sua mano brandiva, si abbassò come per sedersi, il calore che scese lungo la verga mi fece capire che mi stava ricevendo nel ventre. Sentii le natiche fresche premere sui testicoli poi farsi leggere mentre la ragazza chiudendo gli occhi si sollevava sospirando, si abbassava. . . No, non era come l'altra volta, mi piaceva come mi scopava cavalcandomi lentamente; era con gli occhi fissi nei miei occhi che andava su e giù, su e giù emettendo un'esclamazione ogni volta che calando il bacino il membro saliva nella vagina scivolosa. - Ah haaaa. . . ah haaa. . . ah haaa. . . oh é bello, ...