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Valeria riscoperta
Data: 08/06/2020, Categorie: Etero Autore: Universitario
Era un venerdì come tanti all'Università di Bari... giorno in cui i fuorisede contano le ore che li separano dal rientro a casa. Quella mattina, però, ero partito in treno di buon mattino perchè avevo una lezione di diritto _____ (omissis per non creare imbarazzi al professore), che con mio sommo dispiacere era stata annullata per indisponibilità improvvisa del docente. Valeria c'era come sempre, a frequentare come me quel corso. Nonostante avesse casa in pieno centro, decise di non tornare dai suoi perchè preferiva restare a Bari anche nel fine settimana per preparare un esame abbastanza tosto. "Certo che anche te, oggi, un viaggio a vuoto - mi disse -, che palle". "Già - risposi io - ma ormai son qui e ci resto. Tanto vale studiare in santa pace, almeno non c'è nessuno". La facoltà di Economia Politica era praticamente vuota, e decidemmo di andare in aula 4, quella che poi diventò la “nostra” aula. Ci sedemmo a metà dei banchi, e ci sistemammo per bene... La guardai con attenzione, come del resto facevo sempre: Valeria era davvero carina con quel viso quasi orientale, la bocca larga, la pelle liscia e quei capelli neri lunghi sulle spalle. Qualche problema fisico l'aveva per così dire sfiorita, e quel corpo sinuoso era diventato più burroso, anche se lei era triste per quel cambiamento improvviso. Era ingrassata, e il sedere era diventato molle e grosso ma non certo cadente, colpito dalla cellulite. Il seno cresciuto, e anche i fianchi sembravano una pasta per pizza da ...
... scolpire e levigare. Ma la bellezza resta, e quella mattina cambiò per sempre la nostra esistenza. Anche se, è bene dirlo, restò solo un giorno (e una notte) isolato... "Allora - iniziai - l'elasticità della domanda dipende da molti fattori...". "Dai non fare il professorino - mi rispose - tanto oggi non ho voglia di studiare". "Ma manca poco - risposi - e sai come quell'esame scritto è quasi impossibile da superare". Una pausa di dieci secondi senza dir nulla, ma la vedevo scocciata: "Ti sto stressando - affermai -? Se vuoi smettiamo". "No no - disse - è solo che son giù di morale e ho bisogno di pensare a me stessa". "Perchè sei giù" le chiesi. "Ma mi hai vista - si girò -? Mi conosci ormai da quattro anni, vedi come mi sono ridotta. Sono la brutta parente di Valeria, mentre le mie compagne di casa fanno le strafighe e non lo sono proprio...". "Su dai - le feci coraggio -, è una fase così, a te basta poco per tornare in forma. E poi sei sempre carina, e quello non c'è problema fisico che può cancellarlo". La rividi sorridere, e mi schioccò un bacino sulla guancia: era quello che in fondo voleva sentirsi dire, e fui soddisfatto di sentirla un po' più felice. Ad un tratto, vista la scomodità di quelle panche attaccate ai banchi, ci avvicinammo praticamente fino a toccarci coscia con coscia... avvertivo un leggero calore a quel contatto fisico, ma mai avrei immaginato quel che sarebbe successo da lì a pochi minuti... "Davvero mi trovi ancora carina - chiese sorridendo - parli ...