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Valeria riscoperta
Data: 08/06/2020, Categorie: Etero Autore: Universitario
... davvero?" "Ma scherzi - dissi -, tu piuttosto non buttarti giù". "Dio come son scomode queste panche - disse - ti dispiace se mi siedo sopra di te? Almeno così staremo meglio, tu spieghi e io prendo appunti". "Ok - risposi -, vediamo se riusciamo a cavare un ragno dal buco"... E mi sorrise maliziosa... dopo due minuti, a dire il vero, iniziavo a dar segni di insofferenza: in effetti Valeria era un po' sovrappeso, e le gambe iniziavano a farmi male, ma non avevo il coraggio di dirglielo. E così, trovavo scuse per dimenarmi, col risultato che lei aveva capito e tornò buia. "Vedi che avevo ragione - si girò -? Nemmeno tu mi reggi, eppure non sei certo magrolino, anzi". "Macchè dici - balbettai inventandomi la prima scusa - è che ho la sciatica infiammata". "Allora mi sporgo di più - rispose dandomi il culo praticamente teso inarcando la schiena - così non ti faccio male"... Inutile dire che l'attenzione scemò di colpo: il contatto con quel sederone sì sfiorito ma sempre appetitoso, mi risvegliò, e a stento cercai di nascondere l'erezione. Lei si sfregava non so quanto ingenuamente... Ad un certo punto, visto che rischiavo la figuraccia, mi confessai a lei: "Vale posso dirti una cosa?" "Dimmi Nico" "Me l'hai fatto venire di marmo, così scoppio..." "Dai stupido - sorrise diventando rossa come un peperone -, mi metti in imbarazzo". "Dico davvero, non sto scherzando" Quella stronzetta allora a dispetto aumento ancor di più il suo movimento avanti e indietro, e la mia tuta non ...
... nascondeva la mia erezione... era una specie di smorzacandela con lei di spalle, l'unica cosa è che eravamo vestiti: io con la tuta, e lei col jeans... Non ci tenevo a far la figura dello stupido, e lei sapeva che non lo ero. E così, all'improvviso, iniziai a massaggiarle l'interno coscia... la sentivo ansimare, e feci finta di nulla. "Lo sai che piace anche a me - mi disse -? E il fatto che siamo praticamente soli in tutto questo piano mi fa eccitare ancora di più". "Oh Vale per favore - risi - attenta e parlo seriamente, che questa mattina te la ricorderai per tutta la vita". Presi il coraggio a due mani, le abbassai la zip e iniziai a lisciarle gli slip: era già bagnata... "Ahhh - esclamò -, Vedi che non racconto balle?". "Ssshhh... - le dissi tappandole la bocca -. Hai voluto la bicicletta? E ora pedala"... Aprii anche i bottoni del suo pantalone, e iniziai ad armeggiare dentro le sue mutandine nere... era un lago, ma feci finta di nulla. Giocai col suo clitoride sfregandolo col medio, mentre l'indice cercava quella vagina piena di umori... "Mamma mia - iniziò a dire con un filo di voce - te mi farai morire". "Te l'avevo detto - risposi - e questo è niente". "Ma che hai in quelle mani - disse - sei un pranoterapeutaaaaaaaaa ahhhh ahhhh"... Volevo farla soffrire un po', rallentando il suo orgasmo: tirai fuori la mia mano piena dei suoi umori. Ero curioso di vedere fino a che punto fosse perversa e in grado di scandalizzarsi. Annusai il suo succo, che a dire il vero, complice ...