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Papa' 5: solo a casa
Data: 08/06/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: CercoDadAttivi
... figa al posto del culo,che meraviglia!”. Comincio ad ansimare, la nostra voglia cresce, voglio vedere quanto è eccitato. Mi giro, gli apro il pantalone, lo toglie, resta in mutande, sono bianche e si nota un paccone di dimensioni ragguardevoli; è già bagnato, lecco le mutande, le sfilo e svetta una bestia di 24 cm, grossa e piena di vene, la cappella è di un colore rosso fuoco, molto larga. E' un cazzo maestoso sia in dimensioni che di forma, è bellissimo, perfetto, una scultura. Lo porto subito al mio naso per sentirne l’odore, la mia lingua comincia a picchiettare sulla sua cappella che gronda di liquido prespermatico. Sembra quasi che sia venuto; glielo chiedo, mi risponde che lui si bagna molto, e che è duro a sborrare, ma sborra a fiumi. E’ musica per le mie orecchie, ma specialmente per la mia bocca e il mio culo, comincio a baciare la cappella, la avvolgo completamente e tengo di ingoiarla tutta; è bella grossa e saporita, lui spinge il bacino piano piano, mimando una scopata. “Che bocca calda che hai Marco. È bellissimo”. Riesco a ingoiarne la metà, spinge ancora e io ingoio sempre di più quel meraviglioso pezzo di carne. Sento i peli pubici sulle labbra, il mio naso è investito da un forte odore di maschio arrapato, sento la cappella violarmi la gola, è enorme, sento la bocca e la gola che stanno esplodendo. “Cazzo, quando sono eccitato così mi viene da pisciare, devo andare in bagno, scusami ”. Lo blocco dalle natiche e me lo spingo ancora più dentro, se ...
... possibile. Mi guarda, capisce, il suo viso assume un'altra espressione, quasi sadica, mi piscia direttamente dentro lo stomaco, non posso neanche dire che ho ingoiato, la sua cappella è talmente dentro che la piscia entra direttamente nel mio apparato digerente. Esce piano piano e lecco la cappella ancora grondante di piscio. Comincio a fargli un mega pompino.Si siede sul divano e lo succhio, lecco l’asta, vado sulla cappella, è grossa e gonfia. “Sto per venire Marco, non fermarti, continuaaaaa”. Ingoio la cappella e faccio su e giù roteando la lingua attorno alla cappella chiusa tra le mie labbra, esplode: uno, due, tre schizzi in bocca. La esco, continua a schizzare; quattro, sul viso; cinque, sul petto; sei, ancora in bocca. Ingoio il cazzo e sento altri schizzi. È una fontana, non si ferma più, lecco e bevo tutto, mi passo la sua cappella sulla sborra che ho addosso e la porto alla bocca. Non lascio alcuna traccia della sua sborra. Lui è ancora duro. Vuole scoparmi: mi bagno il culetto e salgo sopra il mio uomo, mi impalo, entra la cappella, io spingo verso il basso, lui verso l’alto. Entra ancora un po’, scivola, mi fa male, ma continuo. E' tutto dentro, resto fermo e comincio a cavalcare. Lui spinge da sotto, cavalco, spinge, cavalco, spinge! Mi gira, estrae il cazzo. Lo voglio ancora, mi mette a pecora. Entra di botto e comincia a scoparmi, mi sbatte. Mi tiene per i fianchi. Lo sento tutto dentro, mi squarcia. Fa male, ma piano piano comincio a godere. Sento la piscia ...