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Il chiosco di benzina 1
Data: 10/06/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: dapper
... strinse i fianchi e tenendomi fermo iniziò a incularmi con foga, se non fosse che mi teneva sarei volato giù dal letto, mi piaceva da morire vedere il suo viso stravolto dal piacere e ancora di più sentirgli dire che avevo un culo da puttana che adesso mi avrebbe riempito di sborra. Un attimo dopo lo sentii irrigidirsi, lo sentii vibrare dentro ed ebbi l’impressione che il cazzo s’ingrossasse ancora di più e subito dopo sentii i getti di sperma riempirmi la pancia. Per quanto riguardava me, raramente mi era capitato di venire così intensamente, ma in confronto a lui sembrava niente. Continuavo a sentirlo vibrare dentro e la sborra che sembrava non volesse smettere di uscire. Quando infine finì, si accasciò sulle lenzuola e rimase disteso con gli occhi chiusi lucido di sudore e di sperma che gli avevo schizzato addosso.. Rimanemmo così per un po’, prima di sollevarmi presi il rotolo di carta e gli na diedi un po’, poi ne presi anch’io e sollevandomi mi tamponai il culo per non sporcare dappertutto. Senza lui dentro ebbi l’impressione come se fossi svuotato, scesi dal letto e con la carta premuta sul culo entrai in bagno. Quando uscii era ancora disteso a pancia in su col grosso cazzo adagiato sulla pancia e la grossa cappella violacea che gli copriva l’ombelico. L’aveva ancora grosso e gonfio e guardandolo mi chiesi quanto tempo ci sarebbe voluto perché il mio ano perdesse le sembianze di una voragine e tornasse a chiudersi. Intanto che mi lavavo mi ero accorto toccandomi che ...
... era come anestetizzato, come ci si sente con l’anestesia dal dentista. Era per quello che non avevo sentito dolore, ma quando l’effetto sarebbe passato? Accantonai il pensiero e andai a sdraiarmi vicino a lui. Non gli si era ancora ammosciato, era ancora gonfio e gommoso, dal rotolo presi dell’altra carta e mi misi a pulirglielo. Ancora non capivo come avessi potuto aver preso nel culo un coso così, poi si alzò e andò a lavarsi anche lui. Quando tornò mi sorrise e mi chiese se andava tutto bene, gli risposi di si ma che ero stanchissimo. « Pure io rispose, è pure tardi ed è bene che dormiamo. » « Senti ancora male? » domandò, « No » risposi e toccandogli il cazzo dissi: « è stato bravo, mi è piaciuto. » Poi mi prese una voglia irrefrenabile e glielo baciai, lo leccai come fosse un gelato, lui mi fermò e disse: « Hai ancora voglia? Sei proprio una porcellina insaziabile.» Bastarono poche lappate sulla cappella per farlo risvegliare, l’aveva ancora duro, era steso con le mani dietro la nuca e mi lasciava fare, poi disse: « Ti piace proprio tanto e? Sei diventata una vera troietta, ti offendi se ti chiamo così! » « No » risposi, « Non me ne frega niente di come mi chiami, puoi chiamarmi anche puttana che per me va bene lo stesso. » « Mettiti a pancia in giù » disse e iniziò a baciarmi il culo, poi mi aprì come una cozza dicendo quanto fosse bello il mio culo, liscio e senza peli da sembrare quello di una puttanella e si mise a leccarmi l’ano. Per me era un piacere nuovo e quando ...