1. Franca


    Data: 10/06/2020, Categorie: Etero Autore: Gianni_Doe

    Rientrai in camera velocemente. Disfeci il letto come una furia. Contai fino a 180, per lasciar passare tre minuti. Sentivo una eccitazione feroce pulsarmi nelle tempie e pervadere il corpo. La cena era stata un tormento continuo. Seduti vicini, con il desiderio incredibile di poterla toccare, di ricercare un contatto, di baciarla. Perch&egrave? Non mi stancherò mai di ripeterlo: nel suo viso non c'era nulla che mi piacesse. Ordinario, se vogliamo per molto bruttino. Eppure, mi eccitava, come negarlo! Ero a 175 quando già la mano fece scattare la maniglia e fui fuori dalla porta. Richius con il massimo della calma e della discrezione possibile la porta dela mia camera e con passi felpati mi diressi verso la sua. Le avevo detto che avrei avuto bisogno di quindici, venti minuti... per poterla cogliere di sorpresa, magari affaccendata nel prepararsi per la notte. Non volevo lasciarle il tempo di preparare nulla, invece. Stupirla, farla mia, senza che potesse riflettere sul cosa fare, sul come farlo. Una sorpresa in piena regola. E ne avevo di sorprese in serbo per lei. Dal secondo all'amaro non avevo fatto altro che fantasticare sulla nottata che avremmo trascorso. Avevo passato i minuti a chiedermi se sarei riuscito a dimostrarle trasporto e dolcezza, quel mix che sapeva d'amore e che a parole era l'unica cosa che sembrava ricercare. Ci eravamo avuti completamente, fino ad allora, solo una notte, peraltro in preda all'eccitazione di quel momento, di quella eruzione di passione ...
    ... clandestina e inattesa. Come sarebbe stato riaversi sapendo che ci saremmo riavuti? Mi chiedevo se i suoi complessi religiosi le avrebbero preso la mano e stretto la passione per ingabbiarla. Mi chiedevo se avrei potuto possederla come mi aveva eccitato fare, ancora mezza vestita, lontano da un letto, magari contro il muro o sul pavimento. Me lo continuavo a chiedere mentre con la tessera nel lettore aprivo la sua di porta e me la richiudevo alle spalle senza fare un fiato. Era in bagno. Sentì distntamente che ero in camera tanto da farsi sull'uscio sorridendo: "Sei già qui amore?"- "Già, non riuscivo ad aspettare... ti voglio..." le dissi mentre la guardavo lì comparire incorniciata dalla luce del bagno, con indosso ancora le scarpe col tacco, le calze nere velate, la gonna gessata grigio chiaro e sopra soltanto il reggiseno di pizzo bianco ad incornicaire e tener su la sua bella quarta abbondante. "Che donna..." mi sorprese lei a considerare a mezza voce. Si guardò, sorrise ancora: "Così però mi fai morire d'imbarazzo... non mi sento tecnicamente una bomba sexy così preparata sai?". Mi avvicinai: "E ti sbagli... sei incredibilmente sexy..." le dissi carezzandole il pancino morbido e contenuto e mettendole una mano direttamente sul sedere mentre con la bocca andavo a sfiorarle il collo. "Mi stavo struccando, però, amore...". Presi a baciarla sussurrando, continuando a sussurrare: "Ti voglio... che donna che sei, ti voglio da morire...". Per tutta risposta sentii la sua mano ...
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