1. Usata! (abusata): il cuck


    Data: 17/06/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: LucasFromParis

    ... dimostravano i pochissimi feed ricevuti. Di certo erano richiestissimi. Lessi con attenzione il loro annuncio. Giocavano poco. Giocavano con pochi. Ma cercavano concretezza e idee. Non erano lì per perdere tempo, bensì per vivere realmente il loro lato segreto. Con lui trovai subito feeling e complicità. I ruoli furono immediatamente chiari: nel gioco sarei stato il bull e lui il cornuto. Ma fuori dal gioco massimo rispetto. Come davo per scontato. Come dovrebbe essere ma purtroppo non sempre è.
    
    E lei… mi conquistò subito. Una vocina da brava bambina, insospettabile. Seria. Rigorosa. Educata. Irreprensibile. Eppure, la sentivo troia dentro. E quella troiaggine segreta sarebbe esplosa sotto la mia attenta regia. Chiesi loro di fidarsi di me, di un perfetto sconosciuto. Dissi loro che mi sentivo responsabile della perfetta riuscita della serata. Non mentivo; non erano vuote parole per convincerli. Quando gioco con altri, che siano i miei lupi, una coppia, una singola ho un solo desiderio: rendere la serata indimenticabile. Amo (forse è semplice vanità) l’idea che rientrino a casa felici. Ancora eccitati. Amo che siano felici e che non rimpiangano di aver scelto me in mezzo a mille proposte. Non importa se non li rivedrò più, quello dipende da tante cose. Ma cerco di dare il meglio di me stesso. Ogni volta. Perché se incontro io per primo devo essere convinto, motivato, eccitato.
    
    M mi eccitava, mi motivava e mi convinceva molto. La richiesta era stata chiara. ...
    ... Desideravano trovare un mio complice, e un cameraman oltre a me. La raccomandazione era “no super dotati”. M era delicata. Trovai quello che cercavano; trovo sempre ciò che mi viene richiesto, come i Grandi Magazzini Harrod’s di Londra! Convocai due fra i miei compari più fidati. Gente che sapeva giocare con la testa e che mi avrebbe aiutato a creare quell'atmosfera speciale. A fare impazzire M. A far scoppiare il cervello di A. Con il cameraman ero stato sincero e onesto come sempre. Aveva un ruolo. Ma lui, grande cacciatore di A 69 confidava di combinare qualcosa, anche le generose dimensioni di cui la natura lo aveva abbondantemente fornito gli precludevano l’accesso ai delicati buchini di M. Come sempre mi informai in modo quasi pignolo. Meglio fare troppe domande che commettere sbagli quando si gioca. Limiti non ne furono posti. Creato il giusto feeling M si sarebbe concessa a noi interamente.
    
    Arrivò il giorno, in un crescendo di eccitazione e desiderio che montava nelle teste di tutti. L’appuntamento era stato fissato molto tardi la sera. Il giorno dopo sarei arrivato al lavoro distrutto, ma ne valeva la pena. Ne ero certo. In queste situazioni c’è sempre l’inconfessato timore che qualcosa vada storto. Che ci sia un contrattempo. O che banalmente la coppia cambi idea come nel loro pieno diritto. Solo quando mi scrissero che erano partiti e che, il navigatore stimava il loro arrivo alle 23:45 mi rilassai con i miei amici, che erano nel frattempo arrivati. M gradiva birra di una ...