1. Usata! (abusata): il cuck


    Data: 17/06/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: LucasFromParis

    ... particolare marca, e si incaricarono di portarla. In fondo stavo offrendo loro una situazione da sogno. Scherzando dissi loro che avrebbero potuto farmi una statua! Suonò infine, dopo un’attesa che parve interminabile, l’agognato citofono. “Quarto piano” dissi e i miei compari si nascosero in camera.
    
    Tutto era stato accuratamente pianificato per permettere alla coppia di rilassarsi e sentirsi a proprio agio. I primi minuti sono quelli più importanti. Quelli da non fallire. La corrente passa o non passa. Non si possono commettere errori per superficialità o pressapochismo. Non bisogna cadere nel tranello di pensare “ormai è fatta”. Sulla lama del coltello, bisogna trasmettere le emozioni senza barare e senza equivoci. Ero emozionato mentre attendevo paziente l’ascensore, lo ammetto. L’esperienza non a tolto nulla al mio entusiasmo e alla mia freschezza. Alla mia voglia di vivere e mordere la mela. Non me ne vergogno, il cuore pompava nelle mie vene e mi faceva sentire vivo. Il momento supremo. Quando nulla è ancora accaduto. Apparvero. Lui con il suo largo sorriso, l’orecchino, vestito di nero. La mia attenzione si concentrò su di lei. Quando si tolse il cappotto apparve il tutto il suo splendore. Superava ogni mia più rosea aspettativa. L’abito la fasciava strettamente, generose aperture orizzontali lasciavano intravvedere il seno. Le gambe, lunghe e magre, erano esaltate dalle calze a rete. Avrei scoperto di lì a poco che non erano autoreggenti e perché. Il suo sguardo ...
    ... magnetico sosteneva il mio senza tradire imbarazzi. Pareva ancora più giovane di quanto fosse. E il rossetto accesso attirava irrimediabilmente il mio sguardo. Confermai la mia sensazione. Una brava bambina. Una bambina composta. Una bambina troia.
    
    La invitai a sedersi al mio fianco, mentre A si sedette di fronte a noi. Le birre vennero aperte, la conversazione fluiva semplice. Era soprattutto A che parlava con me, era emozionato e neppure lui lo nascondeva. Attendeva quell'attimo eppure lo temeva. Si contorceva le mani mentre lei, elegante come una bambola di porcellana, non esprimeva ancora le sue emozioni. Si sarebbe detta di ghiaccio ma il mio fiuto avvertì il fuoco sotto la cenere. Pronto a divampare. Iniziai a carezzarle con fare noncurante la parte alta della schiena, lasciata nuda. Chissà se iniziò a bagnarsi in quel momento.
    
    Lui sorrideva sempre nervosamente, i suoi occhi spalancati per non perdere un solo fotogramma. Presi con più decisione l’iniziativa. Era il mio ruolo. Lo sapevo giocare perfettamente. Mi colse la consueta sensazione di sapere esattamente cosa fare come farla. La certezza che non potevo sbagliare. L’istinto del Lupo mi guidava e mi arresi a lui. Le mie mani si insinuarono nel vestito a cercare il seno. La sua meravigliosa consistenza mi inebriò. Cercai i capezzoli con il polpastrello. Erano piccoli rosa come quelli di una ragazzina. La mia bocca risalì dal collo alle sue orecchie, fino alle sue labbra. Non resistette. Schiuse la bocca e si ...