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92 - al bagno turco 2 - lui
Data: 19/06/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: IlBaroneRosso
... alzarono, erano passati nella doccia. E lì, oltre allo scroscio dell’acqua, che sapeva fredda, quasi gelida, li sentiva schizzarsi addosso, e gridolini e risate, come due bambini. Poi ritornarono nella loro alcova. Parlavano. Ma dopo un po’ tornarono a fare sesso. Si avvicinò un poco, quanto bastava per vedere: la stessa posizione di prima. Bravo Ciccio: in quella posizione ci si stanca di meno, e lui lo sapeva. E quindi niente da fare. Oppure no? Lei si stava muovendo, si stava rigirando, ora non voltava più le spalle, ora era rivolta verso di lui. Voleva dire qualcosa? Si avvicinò. Nessuna reazione. Ancora di più, ora vedeva il volto di lei. Stava facendo ancora la sua ginnastica, alzandosi un poco e poi lasciandosi cadere. Era vicinissimo. Ora poteva accarezzarle il volto, e lei non rifiutò. Continuava ad alzarsi un poco e a cadere giù, per impalarsi meglio, ma non rifiutava le sue carezze, nemmeno quelle lungo il collo, nemmeno quelle sulle tette gonfie. Nemmeno quando ne aveva impugnata una, nemmeno quando con l’altra mano le stava titillando l’altro capezzolo. E continuava il suo saliscendi sul cazzo di Ciccio. Si abbassò per baciarla sulla bocca, e la lingua di lei attorcigliò la sua. Non smetteva il suo saliscendi, ma non rifiutava la sua bocca, la sua lingua, le sue mani. Anzi. Lo tirò verso di lei, e così la sua eccitazione e la sua erezione strusciarono il corpo di lei. Se n’era accorta. Nemmeno adesso ...
... rifiutava, anzi. Un sospiro. E si alzò, lasciò quello di Ciccio, per abbracciare e sentire Andrea. La abbracciò, per baciarla meglio, per stringerle il petto contro il suo torace, per farle sentire i suoi muscoli. Ma lei gli si buttò contro per sentire meglio il suo cazzo duro e per toccarglielo. Un brivido. - Hai freddo? – le chiese Andrea. - No, non ho freddo – la voce roca di lei era più chiara di ogni altra risposta. Si baciarono a lungo, Andrea la toccò in mezzo alle gambe, ma non c’era bisogno di accertarsene; era fradicia. Era per farle capire le sue intenzioni, per farle capire i passi successivi. Pian piano la stava girando su se stessa, rivolgendola verso Ciccio. - Adesso mi metto una cuffietta, è più igienico, ti dispiace? - No, anzi, fai bene a mettertela. Quando fu pronto, la abbassò gentilmente; lei sembrava non capire: lui cercò di indirizzarle la bocca, e intanto Ciccio pilotava il suo cazzo. Non era solo per prenderla meglio che le stava abbassando la testa verso Ciccio, ma anche per riconoscenza verso di lui, che gliel’aveva concessa in comodato gratuito. Finalmente aveva capito anche lei le loro manovre, e succhiava adesso con tale forza che Ciccio glielo diceva: piano, amore, piano, così piace di più anche a te. E cominciarono questa strana altalena verticale, una spinta di Andrea, lei era spinta verso Ciccio, e Ciccio veniva spinto indietro, poi era Ciccioa spingerla addosso a lui, e Andrea indietreggiava. Fatta a ...