1. Si comincia da piccoli [pt. 4]


    Data: 21/06/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: alchest

    E' un racconto che ha del vero, ma non verrà detto quali parti lo sono. Questo racconto sarà un pò più lungo degli altri. Armatevi di pazienza e spero ne verrete ripagati!
    
    Quindici centimetri d'altezza, 8 kilogrammi, una tinta castana ai capelli un pò cresciuti, un look meno sportivo e più casual, un cambiamento di voce non così evidente, un fisico atletico mantenuto tale dalla scoperta della ginnastica. Questi i cambiamenti fondamentali che la crescita aveva portato. Il tempo, invece, aveva portato via il rapporto intimo che condividevamo io e il mio Dennis. Nuove amicizie, ormai, mi avevano portato su di una strada completamente diversa. Avevo 14 anni quando ho conosciuto Anika, una ragazza polacca nata in Italia, la mia compagna di banco. Un pò sulle sue, un pò particolare, mi catturò immediatamente.
    
    Entrammo in confidenza facilmente, entrambi condividevamo un segreto: la nostra omosessualità. Lei aveva uno stile molto punk: capelli neri, rasati sul lato sinistro, una ciocca rossa, trucco nero molto pesante, felpe larghe, calzini a strisce bianche e nere. Spesso veniva ripresa per quel suo trucco così evidente, ma lei lo portava ogni giorno come fosse la sua personale ribellione a quel sistema scolastico che tanto odiava.
    
    Un giorno, in terza superiore, decise di parlarmi un pò più di sé. Mi disse che amava studiare ma odiava la scuola, che i suoi ricchi genitori erano sempre assenti e poteva fare ciò che voleva, che fumava spinelli e il sabato sera faceva la ...
    ... cubista in una discoteca.
    
    Mi vide così affascinato dai suoi racconti che per lei erano ormai quotidianeità, che decise di portarmi ad un parco con la sua compagnia. Da quando io persi i contatti con Dennis, non ebbi più grandi amicizie con cui uscire, quindi vidi una ottima opportunità per tornare a vivere la vita sociale che ogni adolescente merita.
    
    Quel giorno mi vestii senza pensarci particolarmente: un jeans blu stinto, una maglia gialla con il collo a V e un cappellino con visiera larga, un pò da rapper. Incontrai Anika al centro commerciale dove, dietro, ci sarebbero stati i giardinetti che lei frequentava. Entrammo sul vialetto, costituito da alcune piastrelle in pietra, avvicinandoci alla statua sui quali scalini stavano seduti i suoi amici. E li vidi. Quattro ragazzi, due ragazze, bellissimi. Mi presentai subito, timidamente, abbozzando a testa bassa e voce debole "Ciao, io sono Alessio". Non venni deriso, non mi incitarono ad alzarono la voce. "Io sono Robi, lui è Claudio, Teo e Christian. Loro due sono Lea e Michela". Non li avrei mai ricordati tutti, probabilmente. Di sicuro avrei ricordato il nome di Lea, ma soprattutto la sua faccia. Sembrava una pin-up: capelli rossi raccolti, una linea nera sugli occhi, piercing al labbro e una fascia attorno ai capelli. La invidiai moltissimo. Teo e Robi, invece, li trovai subito i più carini del gruppo. Sapevo già che avrei preso una cotta per qualcuno, se li avessi frequentati.
    
    Quel pomeriggio passò in fretta, loro ...
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