1. Il filo di L - La corsa


    Data: 21/06/2020, Categorie: Etero Autore: Alba6990

    Non si sa mai chi c’è dietro ad un computer. Potrebbe essere chiunque, non importa quanto siano dettagliate le informazioni date, se si mandano foto o video. Finché non ce l’hai davanti, non puoi sapere chi è che digita le risposte dietro quel monitor. E nonostante ciò, sono intervenuta io nella chat tra Elisa e Maurizio. Così come quelle con Lorenzo. Al contrario, se si conosce qualcuno di persona, sai benissimo chi hai davanti. Come Giulia e Nicola. — - GIULIA - — Elettricità. Farfalle. Giulia sta ripensando al bacio dato a quel quasi sconosciuto che si chiama Nicola. Si è svegliata in preda ad una strana voglia. Ha eseguito ogni azione della giornata in modo meccanico: si è preparata due fette di pane tostato e le uova strapazzate, accompagnate da una tazza di cappuccino; si è lavata i denti; si è vestita con dei pinocchietti e un top sportivo; si è infilata i Linkin Park nelle orecchie mentre faceva jogging; si è fatta una doccia calda. E ora è seduta sul divano a non guardare la televisione. Un modello sfila attraverso i pixel per la pubblicità di un profumo. E Giulia sta immaginando che quel modello sia Nicola e che lei gli sbottoni i jeans per fargli un pompino. “Ehi.” “Ciao Giulia! Che stai facendo?” “Sei a casa?” “Ehm...sì, perché? Vuoi uscire a prendere un altro caffè?” “Dammi l’indirizzo, arrivo.” Giulia preme il tasto rosso per chiudere la comunicazione. Ha il fiatone, sembra che stia tornando da una marcia. Anzi, da una corsa campestre! Più fatica e più fiatone! ...
    ... Non si è neanche data un ritocco prima di uscire di casa. Indossa una semplice tuta presa alla cieca dall’armadio. Niente intimo. I capelli sciolti e niente trucco in faccia. Percorre il tragitto dalla macchina al portone del condominio come se dovesse percorrere gli ultimi metri della staffetta. E il testimone è il pene di Nicola. Preme il bottone con su scritto “18”. Le è stato spiegato che, essendo un condominio per studenti che non vivono a Milano, non ci sono i cognomi sulle targhette del citofono, ma il numero degli appartamenti. Una voce maschile, con il fiatone forte quanto quello di Giulia, impreca mentre si sente un rumoraccio quasi gracchiante: “Ma vaffanculo!” “Che succede?” “No, niente. Mi è scivolata la cornetta del citofono. Sali!” Il portone emette un suono simile a quello che si sente negli ospedali psichiatrici quando si aprono le porte. Il caldo la assale, le riveste le guance come una coperta rossa. La sensazione è quella che si ha mandando giù due bicchieri di vino rosso. Le tempie le pulsano e quando arriva alla porta, ritrovandosi un Nicola a torso nudo e sudato, lei non resiste. Gli si butta tra le braccia, afferrandogli un cazzo che diventa duro nel giro di una frazione di secondo. — - NICOLA - — La conversazione al telefono è stata abbastanza...interessante. Nicola è rimasto due minuti ad osservare il cellulare come se fosse stato uno strano congegno alieno. Da un lato, si chiede per quale motivo Giulia lo abbia chiamato con un tono simile. Sembrava ...
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