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Il filo di L - La corsa
Data: 21/06/2020, Categorie: Etero Autore: Alba6990
... come alienata, in un’altra dimensione. Ha pensato potesse trattarsi del bacio. Quel bacio carico di passione. Forse lei si è pentita e ora vuole parlargli! O forse vuole chiarire la situazione! Insomma, vuole una discussione! Sicuramente! Nicola non ha alcun dubbio! Ed è per questo che si getta nella palestra più forsennata. Fare pesi, addominali, flessioni, lo aiuta a sgombrare la mente, a rilassarsi. Il nervosismo e l’ansia fluiscono via attraverso l’acido lattico e il lavoro dei muscoli. La palestra segue dei movimenti precisi, controllati, a cadenza regolare. Nicola non si strappa mai i muscoli, non va oltre quello che il suo corpo può sopportare, neanche nei momenti di nervosismo più intensi. È la sua dimensione di equilibrio e calma. Due sessioni da venti ripetizioni per ogni esercizio, per un totale di circa un paio d’ore di palestra. Ma lui non fa tempo ad arrivare a trenta minuti che suona il citofono. Le mani sudate gli fanno scivolare la cornetta come una saponetta. Come Giulia entra in casa, si ritrovano sdraiati sul divano. Lei sopra di lui, gambe aperte sul suo ventre, braccia sul suo torace e labbra che divorano le sue. Nicola non sa cosa provare esattamente. È in un misto di sorpresa, eccitazione, contentezza e dubbio. La osserva, mentre lei tiene gli occhi chiusi gustando la sua lingua. Il suo pene è completamente eretto, Giulia continua a strusciarsi su di lui. Come al solito, quello che dice il cervello, non corrisponde a ciò che gli dice l’uccello. Le sue ...
... mani si ritrovano ad alzarle la maglietta, scoprendo con felice sorpresa che il reggiseno non c’è. Giulia alza il busto, togliendosi completamente l’indumento. Le mammelle vengono alzate verso l’alto, per poi ricadere sballonzolanti a causa della forza di gravità. Nicola non resiste mezzo secondo. Affonda il viso in quel petto così carnoso, gustoso, sodo. Coccola i capezzoli con le labbra, quasi a succhiare via un ipotetico latte materno. Le dita plasmano la carne come se fosse argilla e le aureole grosse e scure sembrano gli occhi incuriositi di uno strano animale. L’erezione gli fa male, la immagina come una spada rossa e rovente. La vuole, vuole prenderla sul divano. Ma non vuole neanche staccarsi dal suo seno e dalla sua bocca. Poi ecco la risposta: nel viaggio delle sue mani sul suo corpo, nota che la tuta che indossa ha una cucitura vecchia, grossolana. Probabilmente è stata usata così tanto che si è usurata con il tempo. Non le chiede neanche il permesso. Afferra i pantaloni e tira con forza le braccia verso l’esterno, formando una spaccatura vera e propria tra le sue gambe. Un sonoro strappo si fa largo nella stanza. Ma Giulia sembra non curarsene, anzi sembra che quel gesto le abbia dato ancora più carica. Lei fa le fusa come una gattina, mugola nella bocca di Nicola, gli lecca il muso per poi sentire la sua stessa saliva sui capezzoli e su tutto il seno. Entrambi abbassano l’elastico dei suoi boxer, una piccola spinta e Nicola si ritrova in paradiso. — - GIULIA - — ...