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Momenti 2...
Data: 23/06/2020, Categorie: Etero Autore: abeba
... tavola, per la cena, vestiti in modo elegante. Non appena chiusi la porta alle mie spalle, Carmen corse da me e mi abbracciò. “Ho bisogno che tu faccia qualcosa per me.” disse. Annuì. Mi trascinò al tavolo della cucina. Già sussultavo e mi sentivo fremere e eccitare al pensiero di un altro giochetto. “Mettiti in ginocchio sotto il tavolo”, mi ordinò. Lo feci. Non appena mi inginocchiai, notai che il pene di Ale se ne stava bello dritto e nudo tra i suoi pantaloni. “Devi succhiargli il pene. E devi bere tutto.” disse ancora Carmen. Avrei fatto di tutto pur di accontentarla perché la cosa oltre che ad eccitarmi mi divertiva molto. Quindi mi avvicinai con la bocca al pene di Ale e mi impegnai per fargli il miglior pompino che avesse mai avuto. Gli leccai bene il glande e cercai di infilarmi il suo cazzo fino in gola. Lui sussultava e diceva: “Che bello. Aaaah. Oddio che bello.” E poi mi venne in bocca, mentre avevo la sua cappella in gola. Stavo quasi per soffocare, ma mi sforzai e ingoiai tutto come mi era stato ordinato. A quel punto, sentii la mano di Carmen afferrarmi per i capelli. Furiosa ordinò: “Alzati!” Mi alzai in fretta e urlò: “Sei una puttana! Hai fatto un pompino al mio ragazzo!” “Ma…” e prima che potessi rispondere, mi schiaffeggiò ancora. Mi spogliò, strappandomi quasi i vestiti, mi prese per la testa e me la sbattè sul tavolo. Mi sporcai dei loro piatti pieni pasta. Tenendomi con la testa, mi abbassò i pantaloni e prese a sfiorarmi le cosce. “Oh, sì… Ti prego, ...
... Carmen… Ti prego… Ancora…” non ne potevo più e la mia voglia portata a massimo stava esplodendo. Ad un certo momento sentii il cazzo di Ale penetrarmi, mentre con entrambe le mani mi teneva i capelli. In questo modo la mia testa rimaneva dritta. Lui si muoveva dentro di me ed ero così eccitata e vogliosa che mi piaceva. Carmen si mise a sedere sul tavolo dopo essersi spogliata. Ancora una volta mi disse: “Leccami” e io la leccai e lei mi teneva la testa con le mani e me la spingeva contro la sua vagina e la sua pelle bagnata. E quella sera bevvi per la seconda volta. E mi piaceva così tanto quel sapore e quell’odore che mi leccai tutta la bocca quando Carmen si allontanò per ricomporsi. Mi catapultai sotto la doccia, mentre Adele e Fabrizio ripresero i loro posti a tavola per mangiare ciò che era rimasto della cena. Mi lavai in fretta e con i capelli in parte bagnati, mi fiondai a letto senza mettermi il pigiama. Non avevo nemmeno cenato. Non sapevo bene se continuare la commedia o se prendere il testimone del gioco in mano. Mi addormentai con la mia mano tra le gambe, ma senza raggiungere l’orgasmo. Ero troppo stanca per venire di nuovo, troppo stanca per rimanere ancora sveglia. Mi svegliai con la sensazione di avere un corpo sopra il mio. Nell’oscurità della notte, non potevo vedere nulla, ma riconobbi il corpo di Adele dal suo inconfondibile profumo. Mi mise una mano sulla bocca, forse perché si accorse che stavo per chiederle qualcosa. Mi disse, sussurrando: “Non faccio ...