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Giorgia mia moglie!
Data: 25/06/2020, Categorie: Etero Autore: giov60
E’ Lunedì di Pasqua e siamo attorno alla fine degli anni settanta del secolo scorso. Sono uno studente universitario al primo anno di medicina e frequento la facoltà a Chieti. Siccome abito in un paesino ad una ventina di chilometri dalla sede, sono costretto ad usare i mezzi pubblici per andare e tornare anche perché mio padre non mi concede spesso l’uso della scassatissima fiat seicento con ancora gli sportelli controvento delle prime versioni che pure ha acquistato proprio per me per la folle somma centocinquantamilalire. Ma essendo giorno di festa, alla mia richiesta, acconsente di darmi le chiavi per cui terminato il pranzo, parto per Pescara per andarmene al cinema poiché tutti i miei amici sono occupati in famiglia e non saranno liberi che per il tardo pomeriggio. Il tepore della primavera mi fa andare in giro con un leggero maglione ma con addosso ancora il mio loden verde. Giunto nella città adriatica decido di andare a vedere un film al cinema Corso che oggi non c’è più, sostituito nel corso degli anni da un signorile negozio di moda. Il film è uno di quelli di richiamo per cui, nonostante sia davanti al locale ben prima dell’inizio del primo spettacolo, devo fare una certa coda per entrare e sono costretto a prendere posto nella quarta o quinta fila della sala che è già piena al mio ingresso e che prima dell’inizio del film conterà decine di persone in piedi, come allora usava in certe occasioni. Mi siedo sulla prima poltroncina della fila e quella accanto a ...
... me rimane vuota fino a quando, iniziati i trailer della prossima programmazione, sono costretto ad alzarmi per far passare una persona che, sola anche lei, intende occupare il posto a fianco al mio. E’ una ragazza che dovrebbe avere circa la mia età, nulla di eclatante a vederla così nella penombra del locale. Poggia il suo spolverino sulle gambe cosi come io ho sulle mie il mio soprabito e si concentra con lo sguardo sullo schermo. Passati i titoli di testa sono concentrato a seguire la storia che si dipana sullo schermo quando avverto di essere guardato dalla ragazza che siede al mio fianco. Faccio per girarmi ed infatti riesco a sorprenderla a fissarmi prima che lei torni a guardare il film. Vorrei attare bottone con lei ma non oso, sia per la mia innata timidezza, sia perché penso di disturbare la sua concentrazione e decido di scambiare con lei qualche parola solo durante l’intervallo. Mi sto facendo già i miei castelli in aria su come potrebbe evolvere la cosa, quando avverto sulla mia gamba destra il contatto con la sua. A quel primo contatto ne segue un altro, come a farmi capire che il primo era anch’esso voluto. L’emozione mi blocca lo stomaco in pochi secondi e al terzo contatto non posso esimermi dal rispondere appoggiando io la mia gamba verso la sua e portando la mia mano sul comune bracciolo della poltrona per poi, lentamente, portarla sulla sua mano sinistra che, nel frattempo, ha sfilato da sotto il soprabito per posarla sull’indumento. Sono lento e ...