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Giorgia mia moglie!
Data: 25/06/2020, Categorie: Etero Autore: giov60
... mio basso ventre duro e costipato approfittando della copertura offerta dai nostri soprabiti sovrapposti. Non ce la faccio più ed anch’io, infilata la mia mano sinistra sotto il mio loden, provvedo a sbottonare il bottone più alto dei miei jeans mentre la sua mano già fa scorrere verso il basso la cerniera dandomi il sollievo che cercavo da tempo. Si morde le labbra quando mi afferra il cazzo che, con abile mossa, ha fatto uscire dal mio slip, come a significare che è piacevolmente sorpresa dalla consistenza dell’organo che ha tra le mani. Inizia una maliziosa carezza che arriva fino al mio scroto dove palpeggia per poi stringere vogliosa le mie gonfie palle. Tornata su mi afferra il cazzo per iniziare una lenta e studiata masturbazione. La mia mano intanto continua a infilarsi sempre più nella sua intimità e, avvertita la presenza del suo duro e prominente clitoride, si concentra su questo per lunghi minuti. Alla metà del secondo tempo, dopo quindi circa una ventina di minuti, il suo bacino inizia un movimento di spinta verso la mia mano come ad incitarla a dare il meglio di se e, pochi istanti dopo, le sue gambe si stringono sulla mia mano mentre la sua testa cade all’indietro segno che sta godendo. Il mio uccello, vittima del piacere che sua mano gli procura, conseguentemente, inizia a pulsare sempre più velocemente fino ad eruttare una copiosa sborrata che io cerco di contenere per quanto riesco, con il fazzoletto che avevo già tirato fuori precedentemente e che tengo ...
... con la mia mano sinistra. La vedo che lentamente rialza la testa fino a quel momento arrovesciata all’indietro e sento la mia mano liberata dalla morsa delle sue gambe e a malincuore la sfilo dal suo nido che immagino circondato da una peluria castana come i suoi capelli. Anche lei lascia la presa sul mio cazzo e sfila da dentro i miei pantaloni la sua mano parimenti bagnata alla mia. Entrambi ci portiamo alla bocca le nostre dita per assaporare, giustamente, il piacere l’uno dell’altra. E lo facciamo guardandoci negli occhi. Dopo esserci ricomposti come meglio si poteva, decido di sussurrarle all’orecchio parole di ringraziamento e di un invito a rimanere insieme per poi andare a mangiare una pizza. Ma lei come infastidita dalle mie parole, non attendendo nemmeno la fine del film e si alza per uscire dalla sala. Lo sguardo compiaciuto di una coppia che li accanto a me si era resa conto di quanto andava avvenendo e ne aveva evidentemente apprezzata la conclusione visto che il lui teneva ben alto l’orlo della gonna della sua compagna come a regalarmi un malizioso ringraziamento, sopisce la mia delusione per la inattesa fuga della mia complice compagna di piacere di cui non sono riuscito a sapere nemmeno il nome. Passo i giorni seguenti a masturbarmi al ricordo di quanto accaduto e sono disperato di non essere riuscito a conoscere quella che per me è la dea della trasgressione. E’ giovedì pomeriggio e sono in attesa nella piazza del duomo di Chieti dell’arrivo del ...