1. L'autobus


    Data: 07/07/2020, Categorie: Etero Autore: Scriptum88

    ... è stancata di vederti non dire una parola e adesso se ne sta andando. L'eccitazione che si inturgidiva nei miei pantaloni stava fuggendo via come in una festa tra adolescenti quando qualcuno spegne la musica. Ero già pronto ad autopunirmi una volta arrivato a casa per la stupidaggine che avevo compiuto quando lei si girò un'ultima volta: mi sorrise nuovamente ma stavolta mi fece anche cenno di seguirla con la testa.
    
    Sono confuso, frastornato, anche un po intimidito visto il mondo com'è oggi, ma soprattutto sono eccitato: sono eccitato da matti il mio gingillo prende il sopravvento, con un colpo di reni supera la milza, si erge sui polmoni e da lì spicca un balzo direttamente sulla testa, con un calcio manda in un angolo il cervello razionale e si mette a pensare al suo posto: ecco adesso ero finalmente un uomo, ragionavo con la nerchia. E proprio lei, che nel frattempo combatteva un'accesa battaglia nei pantaloni (battaglia che non nego era probabilmente evidente a chiunque avesse osato guardare al di sotto della mia cinta e che dal mio canto, non provavo neanche a nascondere) mi fa alzare e senza nemmeno pensare alla stanchezza, al mio bisogno di un bagno caldo e a cosa mi aspettasse a casa, decido di seguire quella donna e quel sorriso, il tutto in un immutato silenzio.
    
    Scendiamo dalla fermata, siamo nel bel mezzo delle cascine.. Lei sta davanti a me ma cammina piano, io la seguo, tutte le altre persone ci sorpassano ed ecco che allora lei si gira di nuovo, mi ...
    ... guarda, mi sorride.
    
    Rallenta ancora un po ecco, adesso siamo accanto... Mi prende per mano mi porta con sé: cavolo sono tuo fai di me ciò che vuoi; penso che non ci possa essere niente di così eccitante una piccola parte di me continua a pensare che poteva essere molto pericoloso ma è un pensiero ormai lontano: i miei pantaloni hanno deciso, il mio cuore batte come mai prima d'ora: cosa accadrà adesso? Dovrei dire qualcosa? Forse si ma non lo faccio, sto zitto non dico una parola e non la dice neanche lei. Continuiamo a camminare io completamente imbambolato.. Finiamo in mezzo a degli alberi lei si ferma si gira, siamo uno di fronte all'altro: mi guarda con quegli occhi neri come la pece, mi sorride di nuovo: eccolo quel sorriso che mi ha fatto perdere la testa. La bambola parte. Potrebbe succedere qualunque cosa adesso ma quelle labbra ormai dovranno essere mie: e così è, il bacio viene accettato, lei chiude gli occhi io no, non l'ho mai fatto; la vedo quasi contorcersi nel bacio, quasi che fosse bastato quel bacio ardente a farla venire. Sento anche un paio di gemiti e questo mi fa sorridere. Poi il bacio finisce e lei prende di nuovo l'iniziativa: mi alza la maglia e comincia a baciarmi prima il petto e poi la pancia, scendendo sempre più giù. Faccio per fermarla, per dirle che avevo bisogno di una doccia perché avevo lavorato ma lei non mi fa neanche cominciare; con le mani toglie le mie che la fermavano e continua a scendere. Si mette in ginocchio, apre la cintura e anche i ...