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Un nuovo inizio
Data: 10/07/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: RedTales
... hai fatto venire duro. Il tuo? Ancora duro?” Allungò la mano sotto il grembiulino trovandolo perfettamente eretto. “Bravo. Sei sempre in tiro.” “Cammina. Mettiti a camminare. Voglio vedere come muovi il culo quando cammini.” Iniziò a spostarsi per la stanza cercando di ancheggiare e ci riuscì. Antonio lo lasciò fare per un po’ quindi si alzò e gli ordinò di spogliarlo. “Così mi vedi dal vero. Ma sono proprio come nella foto.” Le dita di Valentino aprirono i bottoni della camicia, poi lo aiutò a toglierla, quindi si piegò per sfilare pantaloni e calze e infine gli abbassò gli slip. “Ti piace?” Mosse la testa in modo affermativo con lo sguardo fisso sul pene. Da quella volta ne ne aveva mai più visto uno dal vero, oltre il suo, e nella mente gli affiorarono tanti altri ricordi. Nonostante quell’uomo fosse messo assai bene, nella sua immaginazione ricordava delle dimensioni assai più generose. Antonio vedendolo così assorto pensò proprio il contrario e: “ti sembra troppo grande? E’ troppo grosso?” “No, no… e che mi pareva che lo zio...” ma si interruppe. “Che lo zio?” lo incalzò. “Beh… Si… Che quello dello zio fosse molto più grosso e lungo...” L’uomo rimase per un attimo stupito poi replicò: “sono una ventina di centimetri e hai visto quanto è grosso? Ma tuo zio cosa aveva? Un cannone?” e rise. “No, forse è solo che me lo ricordo tanto grande perché io ero piccolo...” “Può essere. Ma adesso? Ti va bene? Vuoi che continuiamo? Ti ...
... va?” “Si, si!” si affrettò a rispondere perché quello che stavano facendo gli stava piacendo tantissimo. “Va bene. Visto che sei stato così bravo che ne dici se adesso ci vediamo anche un bel film come facevi con lo zio. Mi hai scritto che ti piaceva tanto...” Mentre rispose affermativamente ebbe un altro flash nella memoria e si rivide salire sopra lo zio che lo afferrava sotto le ascelle per aiutarlo a sollevarsi mentre lui allargava più che poteva le cosce e cercava si tenersi appoggiando le mani e le gambe sui braccioli della poltrona. Ricordò anche come, dopo aver afferrato quel grosso bastone con una mano lo indirizzava sul buchino e quindi si lasciava andare verso il basso per sentirlo scendere lentamente fino a farlo penetrare completamente. Di solito lo zio si godeva quel momento a lungo, assaporando il piacere che gli provocava unitamente alle carezze che gli faceva finché, sollecitato dai vari: “mi tocchi? Me lo tocchi zio?” gli afferrava il pisellino che era sempre durissimo e iniziava a masturbarlo e, contemporaneamente, ripetutamente invitato dal nipote: “dai zio, comincia. Fammi fare cavallina! Inizia a muoverti… fammi andare al galoppo… dai zio… comincia… ”, a farlo cavalcare sopra di lui. Però, mentre questi ricordi dolci e piacevoli riempirono la testa di Valentino, un brusco: “ti va?” lo richiamò al presente e, sorridendo per la visione appena svanita, rispose di si. Antonio trafficò un po’ con il telecomando poi fatto partire sul grande schermo un ...