1. La ragazza dai capelli rossi 3


    Data: 11/07/2020, Categorie: Etero Autore: Perseus

    ... non mi lasci in pace? Sai che non posso. Non dire cazzate. Visto che tu ti diverti a farle, io devo arginarle. Tu mi infastidisci. Se tu non facessi cazzate, io non ti infastidirei. Ha ragione e Vittorio lo sa. Non gli resta che finire di mangiare e, sempre in silenzio, andare a vestirsi. Qualsiasi scelta farai sarà un guaio. Vorrebbe ignorarla, ma teme che la voce abbia ragione. Ma non lo sta certo aiutando. No, non dirmi che lo stai facendo davvero… Se non sai proporre nulla di utile, taci. Torna in salotto, posa una tazza di caffè e una banconota sul tavolo e osserva silenzioso la ragazza dormire tranquilla. Da quanto tempo era in viaggio? Da quanto non si concedeva un bel sonno? Magari solo due ore e lei è solo una pazza psicopatica scappata dal TSO. Ha un viso così sereno, così tranquillo, non può essere psicopatica. Allora è una drogata che si venderà i tuoi reni per una dose di ero. Ancora cazzate? Le hai guardato le braccia? Io no. Tu sì? Io faccio quello che fai. Idiota. E questa volta la voce tace. Soddisfatto Vittorio si china sulla ragazza. “Maria?” Non risponde. “Maria sveglia.” Nessuna risposta. Si guarda attorno, sperando che apra gli occhi. Non gli piace l’idea di spezzarle il sonno, ma non ha altra scelta. Le posa una mano sulla spalla, su quella pelle così fresca e delicata, e la scuote leggermente. Lentamente la ragazza apre gli occhi verdi e lo guarda con espressione spaesata, quasi spaventata. Tira indietro il capo e si schiaccia veloce contro lo ...
    ... schienale del divano. “Cos…?” Ahia, dice la voce. Vittorio non capisce, ma alza le mani mostrando i palmi e un sorriso amichevole. “Tranquilla, va tutto bene. Sono Vittorio, ricordi?” Maria lo guarda adombrata, si guarda attorno e, all'improvviso, sembra abbassare la guardia. Accenna un sorriso imbarazzato. “Oddio… scusami… ho fatto un sogno terribile… che figura che ho fatto…” La osserva mentre chiude le gambe al petto e si stringe nella coperta. Vittorio continua a guardarla con fare cortese, sperando di non allarmarla ancora. “Non preoccuparti, va tutto bene.” Una lacrima le riga una guancia, il silenzio. La voce trema. “Scusami…” Vittorio allunga una mano e le asciuga quel piccolo segno sul viso. “Va tutto bene.” Maria sorride, un sorriso mesto e triste. L'ho detto che ti stai infilando in un guaio. “Grazie…” La ragazza sembra rilassarsi. Le spalle si abbassano, si passa una mano tra i capelli e la tensione nell'aria si scioglie. “Cosa pensi di fare?” Maria sgrana gli occhi, di colpo di nuovo spaventata, quasi che Vittorio le avesse appena promesso di gettarla in pasto ai porci. “Io… non lo so… vuoi che vada via?” Sì, esclama la voce. “Sei libera di fare come preferisci.” “Ok…” L'espressione di paura lascia spazio a una di completa diffidenza, come chi si aspetta la notizia cattiva, molto cattiva, dopo quella buona. “Hai un telefono?” La ragazza scuote il capo. “Ascolta. Io ora devo andare a lavoro. Tornerò per le venti. La dispensa è piena, puoi prendere quello che vuoi. Puoi ...