1. L'ancestrale ricerca del piacere


    Data: 11/07/2020, Categorie: Etero Altro, Autore: iprimipassi

    ... strofinò le dita sugli occhi cisposi. Si guardò intorno soddisfatta. La caccia del giorno precedente aveva dato i suoi frutti. I resti della carcassa di un cervo adulto erano accantonati nell�angolo più in fondo. Prima che la decomposizione li avesse resi immangiabili, quella carne l�avrebbe sfamata per diversi giorni.Tuttavia, nella sua oasi di pace, nella sua vita solitaria, qualcosa le mancava. Da sempre.La punta delle sue tettine le doleva un po� quella mattina. Non poté fare a meno di sfiorare i suoi capezzoli, trovandoli duri. Li strinse tra le dita, finché una fitta di dolore l�assalì. Poi, con la mano, avvolse una mammella, stringendola sino a causarsi altro dolore. Nel mentre, sfregava le sue cosce, avvertendo l�umido spandersi tra di esse. Sapeva bene cosa significasse. E come alleviare quella sensazione così terribile di vuoto. Fece scivolare una mano lungo il suo addome, fino al pube. Superò la peluria scura, ad incontrare l�umido ingresso di quella caverna morbida e calda. Solo sfiorando le grandi labbra, un brivido le percorse la schiena. Quando due dita si fecero largo tra di esse, un gemito rauco risuonò nelle pareti della grotta. Le tirò fuori, ricoperte dei suoi abbondanti liquidi viscosi, poi le inserì ancora. Poi ancora una volta, e di nuovo, sempre più rapidamente. Si era ormai liberata della sua coperta di pelliccia, restando completamente nuda sul freddo pavimento di roccia e terra, a cosce spalancate, mentre si penetrava con violenza. Quando gli ...
    ... umori le colarono lungo la mano e raggiunse l�apice del piacere, urlò con tutto il fiato che aveva in gola, e la sua voce stridula riecheggiò nella penombra del rifugio. Restò a giacere fino a riprendere pienamente il controllo del suo corpo, appagata ma non soddisfatta. Di solito, quel rituale la calmava, almeno per un po�. Quel giorno non andò così. Avrebbe dovuto andare di nuovo a caccia, ma non di erbivori stavolta.Coprendosi a malapena con piccoli brandelli di pelliccia, si allontanò dalla caverna, in cerca di una preda adatta al suo scopo. Non dovette camminare a lungo. Solo un paio di chilometri a ovest, in una radura nella quale i piccoli erbivori della zona erano soliti pasteggiare, notò un maschio della sua specie appostato dietro un robusto tronco d�albero dai rami quasi spogli. Un branco di cervi, a poche decine di metri da lui, pascolava ignaro della sua presenza. Il maschio li fissava con attenzione, pronto ad assalirne uno col rudimentale pugnale che brandiva in una mano. Lei lo fissò per un po�. Di altezza media, corporatura non troppo massiccia, aria per nulla furba. Poco più adulto di lei probabilmente. Valutò che avrebbe potuto facilmente avere la meglio in uno scontro diretto e decise di agire in fretta, per saziare le sue voglie il prima possibile.Si avvicinò al maschio in maniera rapida ma furtiva. Lui non si accorse di nulla, concentrato com�era sull�attività dei cervi. Sentirsi afferrare dalle spalle e scaraventare a terra, perciò, lo spaventò parecchio. ...