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L'ancestrale ricerca del piacere
Data: 11/07/2020, Categorie: Etero Altro, Autore: iprimipassi
... Urlò, tanto da far scappare le sue prede. Dopo un momento di smarrimento, capì cos�era accaduto. Guardò la femmina sopra di lui, ruotando appena la faccia ed accennando un grugnito. Dopodiché, provò a liberarsi. Quando non vi riuscì, entrò nel panico, iniziando a dimenarsi. Lei, più alta di Lui di almeno quindici centimetri, più pesante e nettamente più tonica, ebbe la meglio senza faticare troppo. Dopo pochi minuti di disperata colluttazione, il maschio fu costretto ad accettare la sconfitta. La guardava con un�aria tra il curioso e il terrorizzato, tipica di chi si chiede quali siano le intenzioni del proprio aggressore e, dentro di sé, teme il peggio.Lei non era in vena di tentennamenti. Senza sollevarsi dal corpo del maschio steso supino, lo denudò dalla vita in giù, scoprendo un membro non eretto ma di dimensioni ragguardevoli. Durante le precedenti aggressioni aveva imparato che, terrorizzando la sua preda, questi non era materialmente in grado di darle piacere. Aveva anche appreso, però, come far si che la piccola proboscide che ora stringeva in una mano potesse acquistare consistenza, con o senza l�espressa approvazione del maschio. Iniziò, perciò, a stimolarla con un lento su e ...
... giù. Ci vollero solo pochi istanti prima che la sua preda iniziasse a sospirare e il suo pene ad ingrossarsi. Nel masturbarlo, anche lei si liberò delle pelli che le coprivano la parte inferiore del corpo. Seduta sul maschio, prese a strofinarsi il membro ormai duro sulle cosce e tra di esse, bagnandolo coi suoi umori.Una volta portato quel cilindro di carne al massimo dell�erezione, montò sul maschio, impalandosi completamente. Lui grugnì. Lei emise un urlo squassante. Dopo aver roteato un paio di volte il bacino, la femmina iniziò a saltargli sopra convulsamente. Si sollevava sulle ginocchia per poi impalarsi nuovamente, facendo quasi sgusciare fuori il pene della sua preda e, successivamente, piantandoselo ancor più in profondità della volta precedente. Continuò quella furiosa cavalcata fin quando non avvertì un calore irradiarsi dal basso ventre fino al suo cervello e, priva di forze, crollò sul maschio, mentre Lui la inondava del suo bianco e denso seme caldo.Pochi secondi più tardi lo lasciò lì, ancora sdraiato ed ansimante, mentre Lei, finalmente soddisfatta, si rivestì con le sue pelli e tornò alla sua caverna per un lauto banchetto. Anche quel giorno, la caccia era stata fortunata.