-
Luca, il mio amico calciatore
Data: 12/07/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: antinous
Conosco Luca sin da quando da bambini ci incontravamo d'estate nel paese di origine dei nostri genitori. Luca era sempre il capo, in ogni gioco che facevamo: Luca era il più bravo a giocare a bocce, Luca era il più bravo a giocare a pallone, Luca era il più bravo con la bici a salire i percorsi per le motocross... tutti noi bambini avevamo rispetto e ammirazione per Luca, quasi una devozione, e ognuno di noi faceva a gara per cercare di diventare il suo migliore amico. Ma Luca difficilmente ci considerava: soprattutto da quando aveva scoperto che tutte le bambine prima, e tutte le ragazzette del paese poi, facevano anche loro a gara per conquistarlo, riuscire a catturare le sue attenzioni era diventato ancora più arduo. Oramai eravamo diventati quasi maggiorenni, e il più grande della comitiva aveva ricevuto in regalo per i suoi diciotto anni una Uno bianca, che ci permetteva di allontanarci in comitiva dal paese e di fare ogni tanto delle gite verso il mare. Quel giorno avevo fatto in modo di sedermi nel sedile posteriore, accanto a Luca e alla sua nuova ragazza. Luca era il più alto di tutti, e gli era toccato il posto centrale a causa delle gambe che si ritrovava - lunghe e muscolose, per via del suo allenamento continuo in una squadra di calcio di Roma, dove ovviamente era l'attaccante che normalmente riceveva la coppa di capo-cannoniere dei tornei semi-professionisti ai quali partecipava la sua squadra. E stavamo un po' stretti tutti e tre lì dietro, anche perché la ...
... sua ragazza aveva voluto a tutti i costi tenersi in braccio il suo cagnolino per tutta la durata della gita. Ma fu il viaggio di ritorno di quella gita che mi fece fantasticare a lungo su Luca e su quanto mi piacesse il suo corpo tonico e ben fatto. Ci eravamo addormentati in macchina tutti i e tre, o meglio, io mi ero addormentato solo per la prima mezz'ora di viaggio, fino a quando non avevo sentito qualcosa di strano, come un peso che spingeva dolcemente sopra il mio pacco. Avevo socchiuso gli occhi, e avevo visto Luca che, pur continuando a dormire (dormiva veramente? me lo sarei chiesto a lungo successivamente), aveva lasciato andare il dorso della sua mano all'altezza della mia cerniera, e ora stava spingendo dolcemente la sua mano contro i miei pantaloni. Non capivo se quel movimento fosse volontario o meno: certo era un po' scomoda la mano in quella posizione... perché Luca la teneva lì? Possibile non se ne fosse accorto, non si fosse reso conto che aveva la sua mano sul mio cazzo? Avevo non più di diciassette anni allora, e gli ormoni erano sempre a mille, tanto che la mia erezione fu improvvisa e anche un po' imbarazzante per me. Sono sempre stato ben dotato, e Luca lo sapeva perché una volta, qualche anno prima, avevamo fatto a gara, tra i ragazzi del paese, a chi ce lo aveva più lungo, e avevamo vinto io e, ovviamente, Luca, il capo in tutto. Ma quello era stato un gioco: ora stava capitando qualcosa di diverso, non era un gioco ed eravamo più grandi, e ...