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Luca, il mio amico calciatore
Data: 12/07/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: antinous
... Luca ora stava dormendo con la testa appoggiata sulla spalla della ragazza... ma io avevo la sua mano appoggiata sul mio membro in erezione! Quando arrivammo al paese feci finta di nulla, e anche Luca fece finta di nulla, ci salutammo e tornammo ognuno a casa sua. Ovvio che mi chiusi subito in bagno a spararmi una sega pensando a quanto era successo, a quella mano poggiata sulla mia patta ingrossata... ma il ricordo di quel viaggio di rientro non mi avrebbe più abbandonato, anche se non ne feci mai menzione a Luca, e tanto meno lui ne parlò mai con me. Ma fu forse quell'avvenimento che mi dette la spinta, quasi trent'anni dopo, per fare quello che mai avrei pensato potesse capitarmi. Luca era ormai un uomo sposato, e mi ero sposato anch'io. Continuavamo a vederci al paese, d'estate, senza mai aver avuto altre occasioni di toccarci e neppure di sfiorarci. Luca si era fatto ancora più bello: con la maturità dell'uomo adulto, ma comunque giovanile di aspetto, era se possibile ancor più irresistibile di quando aveva diciotto anni. E a Luca piaceva scherzare sulla mia di bellezza: ripeteva spesso che, mentre da ragazzi era lui il più bello del paese, ora lo scettro spettava a me, che avevo acquisito a mia volta un fascino alla George Clooney per via dei miei capelli brizzolati, mentre lui era rimasto moro moro come era da ragazzo. Io non ero d'accordo: per me Luca era sempre il più figo, con i suoi zigomi forti, le sue gambe possenti e muscolose su un corpo tonico ma non ...
... eccessivamente muscoloso, con il suo sguardo mediterraneo che mi fulminava appena si voltava verso di me... E ciò che mi eccitava ancor di più era quel suo braccio sinistro che si era completamente tatuato, con immagini fantastiche piene di colori e di segni particolari, che Luca mostrava con falsa indifferenza sapendo che tutti noi glielo ammiravamo con invidia e, alcuni, anche con desiderio. Nell'agosto di tre anni fa Luca decise di cambiare casa, e trovò un appartamento non distante da casa mia. Ero stato felicissimo di tale scelta, e cominciammo a frequentarci con assiduità anche qui a Roma. Ci vedevamo con le nostre famiglie, di sera a cena, poi noi uomini ci ritiravamo nel salotto di casa e parlavamo di noi, del lavoro, delle case, dei soldi... mentre le mogli si dilettavano coi loro pettegolezzi. Una sera Luca mi chiese se il giorno successivo avrei potuto aiutarlo a montare una scaffalatura metallica per la sua cantina. Gli confermai la mia disponibilità, senza pensare lontanamente che il giorno dopo Luca, proprio l'inarrivabile Luca, il più figo della comitiva mi avrebbe chiesto di spompinarlo. Ci trovavamo nella sua cantina, era estate e Luca indossava solo una canotta bianca. Lo stavo aiutando a tenere fermi gli scaffali mentre lui avvitava i bulloni, ma i miei occhi non riuscivano a spostarsi dai suoi tatuaggi. Portai il discorso sui tatuaggi, su quanto gli fossero costati e se fosse stata dolorosa l'incisione, e Luca mi chiese di toccare una piccola ...