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Luca, il mio amico calciatore
Data: 12/07/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: antinous
... cicatrice che gli era rimasta quasi all'altezza dell'ascella. Luca alzò il braccio ed io sfiorai con un dito quella piccola incisione, e fu allora che successe tutto: tenendo fermo il braccio tatuato spostò l'altro braccio verso il mio collo, mi strinse a sé, e mi chiese di leccargli il tatuaggio. Tutto successe in una manciata di secondi, ma ricordo ancora istante per istante ogni nostro movimento, l'odore acre della sua ascella, il silenzio irreale che era sceso in quella cantina. Luca aveva capito tutto. Lo aveva capito da sempre quanto mi piacesse, e ora stava dominando la scena affinché io potessi soddisfarlo in ciò che forse stava aspettando dal tempo di quella famosa gita. Mi chiese quasi come un ordine: "Leccalo!" . Io non ero sicuro di aver capito, e con un vago imbarazzo chiesi cosa dovevo leccare. "Leccami il tatuaggio, se ti piace". Non me lo feci dire due volte: iniziai a leccarlo con avidità, a mordicchiare con dolcezza quel bicipite vigoroso, mentre Luca chiudeva gli occhi e continuava a stringermi a sé. "Lecca, lecca!". Non riuscivo a fermarmi, leccavo con gusto infinito quel braccio tatuato che tante volte avevo desiderato di toccare, ed ora lo stavo leccando! Era incredibile, mi sembrava di vivere un sogno, ma non mi bastò: liberandomi la mano destra dalla sua presa osai farla scivolare fino alla sua patta, giocandomi il tutto per tutto. Ormai ci stavo: alla peggio mi sarei beccato un cazzotto in faccia, ma decisi di continuare. Sentii il suo membro ...
... già in erezione, e mi ricordai subito anche le dimensioni che avevo ammirato da ragazzetto. Continuando a leccargli il braccio gli aprii la patta, glielo tirai fuori e cominciai a segarlo con ritmo costante. Mi sembrava un sogno: Luca, era proprio lui che ora stavo segando, quello che prendeva per culo i maschi che vanno con le trav perché, diceva, "pensano di rimanere maschi solo perché scopano con un uomo con la parrucca, e invece sono più froci dei gay". Era Luca, quel maschio dal fisico scultoreo, l'uomo desiderio di tutte le donne degli amici, il calciatore capo-cannoniere che andavo a vedere giocare a pallone mentre sedute sugli spalti le mogli dicevano ai mariti: "certo che per uno come Luca un cornetto te lo metterei"... Era lui, Luca, che ora stava godendo mentre sentiva la mia lingua sul suo bicipite e la mia mano sul suo cazzo... Osai l'inosabile. Piegai le ginocchia, senza dire nulla scesi con la bocca all'altezza del suo membro: era ancora più grosso di come lo ricordassi, ed ora che lo vedevo da vicino potevo notare la cappella molto più larga dell'asta, e le palle gonfie e pelose. Sono sempre stato bravo a baciare e a succhiare, e Luca lo apprezzò subito: non resistette molto, infatti, e dopo poche pompate disse semplicemente "vengo...", senza chiedermi se volessi lasciare la presa o se volessi ricevere i suoi fiotti di sperma in bocca. Trattenni tutto in bocca, insieme al suo cazzo che non voleva saperne di ammosciarsi. Poi glielo rimisi nelle mutande, ...