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La dirigente
Data: 13/07/2020, Categorie: Etero Autore: giuseppe1964
Erano passati ormai quasi due anni da quando era arrivata in sostituzione del vecchio direttore andato in pensione. Non era certamente una donna che quando la incontri per strada ti giri a guardare. Di media altezza, leggermente sovrappeso, occhiali da miope, non aveva nulla di particolarmente attraente, anzi negli inevitabili commenti spinti ed opinioni sul suo fisico he tra noi colleghi ci si scambiava, molti giuravano che non l’avrebbero sfiorata neppure con una canna. Ciò anche a causa del suo modo di fare, eccessivamente formale e sobrio così come il suo abbigliamento che molti definivano “da suora”: gonne lunghe o pantaloni scuri e larghi, maglie o camicie accollate e per nulla attillate che niente lasciavano intravedere. Dava insomma l’impressione di una donna fredda e algida dedita solamente al lavoro. Molti avrebbero giurato che pure al marito si sarebbe concessa malvolentieri, insomma era agli occhi di tutti la classica gatta morta. Per quanto mi riguarda concordavo in linea di massima col giudizio degli altri, pur ammettendo che, malgrado tutto, aveva un non so che di intrigante forse proprio a causa di quella sua aria distaccata. In ogni ero convinto che anche lei, come tutte le donne, nella circostanza e con la persona giusta, doveva pur avere delle pulsioni sessuali. Avevo diverse volte cercato, ovviamente in maniera sempre rispettosa, di prendere un poco di confidenza, di rompere il ghiaccio parlando di cose diverse dal lavoro, ma lei assumeva ...
... sempre un atteggiamento difensivo, cercando di riportare sempre il discorso entro i ranghi lavorativi, inoltre teneva sempre lo sguardo basso , e intuendo forse i miei pensieri su di lei, si copriva istintivamente con le mani il petto cercando di tirare ulteriormente su la maglia già abbondantemente accollata. Quella mattina di dicembre, i più attenti notarono che la dirigente aveva un look diverso dal solito. Nulla di esagerato, per carità: si trattava di una maglia grigia morbida ed aderente che metteva in mostra le sue forma che non erano disprezzabili ed una gonna di media lunghezza che grazie agli stivali neri,, evidenziavano le gambe tornite ed avvolte nelle calze scure. Rispetto al suo solito modo di abbigliarsi riusciva così a farsi notare. Non nascondo che, con varie scuse, andai più volte nella sua stanza per cercare di sbirciare il suo petto e, soprattutto le cosce. La prima volta che entrai nella stanza l’operazione mi riuscì piuttosto agevole perché era con le gambe accavallate al computer che era sistemato di fianco alla scrivania e quindi, dalla mia posizione avevo una buona prospettiva. Probabilmente lei capì le mie intenzioni perché istintivamente si coprì con le mano la parte di gambe non coperta dalla gonna che cercava di tirare su. Ciò provocò in me una piccola eccitazione. Nelle visite successive invece non riuscii a vedere nulla essendo le sue gambe completamente coperte dalla scrivania. Avevo comunque notato che, oltre all’abbigliamento, anche ...