1. La dirigente


    Data: 13/07/2020, Categorie: Etero Autore: giuseppe1964

    ... difficolta la maglia e cominciai a insinuare la mia mano dentro il reggiseno nero, mentre con l’altra mano continuavo a passare la sua sul rigonfiamento visibilissimo sotto i miei calzoni.
    
    poi abbassai il reggiseno mettendo in mostra le sue tette che si rivelarono più belle del previsto e cominciai a leccarle. Contemporaneamente mi abbassai la cerniera dei pantaloni e offrii in questo modo il mio cazzo eretto davanti al suo viso con sguardo invitante.
    
    Ormai eccitata cominciò a masturbarlo e a leccarlo. poi lo prese in bocca cominciando a pompare mentre io le stuzzicavo i capezzoli bagnandomi, di tanto in tanto, le mani con la sua saliva.
    
    Avrei voluto toccarle il culo e la fica, ma essendo lei seduta non mi era possibile. La presi per un braccio e la feci allora alzare delicatamente e lentamente.
    
    In piedi continuai a baciarla sulle tette e a leccare e succhiare i capezzoli eccitati, mentre infilavo le mani sotto la gonna toccandole il culo caldissimo. Lentamente, mentre mi baciava con la lingua, ormai eccitatissima, conquistai con le dita la fica fradicia e calda e presi a masturbarla. Lei ...
    ... ansimava. Si vede che aveva proprio voglia. Mi baciava con la lingua come una forsennata mentre io la masturbavo e le stuzzicavo il culo. Intanto anche lei mi carezzava il cazzo.
    
    Ad un certo punto, capendo che era pronta, la feci girare su se stessa facendola mettere a pecorina sulla sua scrivania e la penetrai senza difficoltà facendola gemere di piacere e tormentandole nel frattempo le tette con le mani. Stava godendo come una porca, altro che gatta morta. Quando sentii che stavo per venire la feci girare e le abbassai la testa delicatamente facendola così inginocchiare davanti al cazzo pulsante. Lei prese a leccarlo e a carezzarlo, masturbandosi nel frattempo con velocità. Venimmo praticamente insieme. Le schizzai in faccia e mi piaceva vedere il mio sperma colarle fino alle caldi tette, mentre lei continuava a toccarsi la fica, adesso lentamente, mugolando per l’orgasmo. Poi, mi ricomposi e, senza una parola, lasciai la sua stanza.
    
    Dall’indomani i nostri rapporti tornarono ad essere quelli di prima senza nessun riferimento a ciò che era successo in quel meraviglioso tardo pomeriggio di dicembre.
    
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