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La dirigente
Data: 13/07/2020, Categorie: Etero Autore: giuseppe1964
... l’atteggiamento era meno freddo e distaccato del solito, ma più intrigante e confidenziale. In particolare notai che mentre le parlavo non teneva, come al solito, lo sguardo fisso sullo schermo del computer, ma mi guardava negli occhi, dopo essersi liberata dagli spessi occhiali, con uno sguardo strano e insolito. Intanto si erano fatte le 17 e quasi tutti i colleghi erano andati via. Non riuscivo a togliermi il suo pensiero dalla testa. Volevo ancora andare a sbirciare. Salii così ancora una volta in direzione. Lei mi guardò negli occhi, dopo essersi tolti gli occhiali, con uno sguardo interrogativo, ma strano. Che avesse capito li miei pensieri? In effetti quasi mai ero andato così tanto frequentemente nella sua stanza. Con dolcezza mi chiede cosa desiderassi. Cominciai così a parlare del nuovo orario di lavoro. intanto guardavo a distanza le sue gambe sotto la scrivanie. Mi sembrava veramente desiderabile, si era improvvisamente liberata da tutto ciò che la penalizzava, come i suoi occhiali, l’abbigliamento “da suora” o il suo modo di fare eccessivamente sobrio. Era più naturale, più sciolta. Ormai avevo deciso che volevo guardarle le gambe e adottai il sistema più classico e banale: lasciai cadere dei fogli di carta facendoli in parte scivolare sotto la scrivania e subito mi accovacciai per raccoglierli, puntando, ovviamente lo sguardo verso le sue cosce. Lei, con mia meraviglia, anziché, come mi sarei aspettato, serrare le gambe, le apri leggermente ...
... consentendomi di intravede le sue mutande nere. Fu un attimo. Mi rialzai e i nostri sguardi si incrociarono. Mi guardò ancora una volta in maniera strana, fra l’imbarazzato e il provocante arrossendo lievemente. Mi convinsi che non era così fredda come si diceva. Evidentemente aveva voglia. Continuai così a parlare mangiandomela intanto con gli occhi, nel frattempo gli ultimi due impiegati si affacciarono nella stanza per salutare. Erano ormai le 18. Mi resi quindi conto che non c’era più nessuno nell’ufficio. Senza pensarci cominciai a farle qualche complimento per il suo abbigliamento, facendogli capire esplicitamente che mi attraeva. Lei si schermì confusa dicendo che era da tanto tempo che nessun uomo le faceva dei complimenti. Aggiunse che anche suo marito era sempre più disinteressato a lei. Interpretai tutto ciò come una provocazione, un invito a provarci. Decisi di giocare il tutto per tutto. Aveva le mani sulla scrivania, vicino alla tastiera Mi avvicinai e ne presi una sottolineandone la bellezza e girai dietro la sua sedia carezzandole la testa e i bei capelli. Cominciava a lasciarsi andare e così mi feci più audace scendendo con le mani fino al seno che cominciai a carezzare . non era grandissimo, ma sodo. Nel frattempo il mio uccello cominciava ad indurirsi e presi a strusciarmi sulla sua nuca per farglielo percepire. Poi condussi la sua mano che tenevo nella mia verso la patta e guidai il movimento per accarezzarmi attraverso i pantaloni Le abbassai con ...