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L'amica di famiglia ( la versione di lui )
Data: 13/07/2020, Categorie: Etero Autore: 4occhi
Lo dedico agli uomini con i cosiddetti che trattano sessualmente alla pari le loro compagne di letto, senza inganni , sapendo di trovare pane per i loro denti. La conosceva da quando lei aveva dieci anni, le loro famiglie erano amiche, lui era più grande di otto anni ed era stato sempre molto protettivo nei suoi confronti benché non ci fossero legami di parentela: alle feste comandate gli piaceva farla ridere, era la sua mascotte quando c’erano i suoi amici del liceo, per il suo compleanno aveva preso l’abitudine di regalarle un fiore. Insomma era la sua Gattina, così la chiamava. Raggiunti i ventisei anni si era già laureato in ingegneria meccanica e lavorava per una ditta di automazioni nel ruolo di progettista. Era un bel ragazzo, alto, capelli corti neri, con i giusti muscoli e uno stuolo di donne che lo corteggiavano. Lui si concedeva solo a quelle che gli avrebbero permesso di fare le esperienze sessuali più estreme e porche. Valutava attentamente quindi le sue possibilità e sceglieva senza mai avere il minimo coinvolgimento emotivo, insomma se la godeva liberamente. Quella sera era andato a Genova da amici per cena, una serata tranquilla tra persone fantastiche. Erano le ventitré e trenta quando il cellulare squillò : ‘Ehi, è Gattina, che strano ’ , “Si, ciao Gattina cosa vuoi a quest’ora della sera, sono a Genova a cena da amici”, la sentiva respirare affannosamente, il livello di preoccupazione aumentò…Oh cristo! Che merda umana! Gianni, cosa le aveva fatto? Lo ...
... avrebbe massacrato se avesse saputo che l’aveva fatta soffrire. La rassicurò: ”Arrivo subito, tu prepara la tua roba che vieni via con me”, si scusò con i suoi commensali e lasciò la casa velocemente. In venti minuti era sul luogo del misfatto. La trovò tremante ed esausta all’entrata, poi la segui in camera per prenderle la borsa e vide il sangue sulle lenzuola, la rabbia lo sopraffece, guardò il ceffo che russava e la voglia di dargli un cazzotto dritto sul naso era fortissima ma lei lo bloccò “Lascia perdere, ora voglio solo sparire”. Lui si calmò e le disse di scrivergli un biglietto, così al risveglio non avrebbe fatto i numeri per la sua assenza. In macchina pensava a dove poteva portarla, a casa dai suoi che erano brave persone ma apprensivi al massimo , l’avrebbero subissata di domande…da qualche amica? …da lui…il pensiero si insinuò come una droga nel sangue. Si girò e la guardò di sottecchi: era una visione! Nonostante fosse stravolta, il suo viso era una meraviglia, scese con lo sguardo, la sua camicetta aperta sul davanti lasciava intravedere due seni pieni…cazz…non portava nemmeno il reggiseno! Due capezzoli turgidi sagomavano il tessuto come se fosse nuda. Ma cosa gli capitava? Non aveva mai guardato Sara in quella maniera, forse sapere che qualcun altro se l’era fatta gliela faceva vedere sotto un altro aspetto, eppure sapeva che prima o poi sarebbe successo. Bella com’era, con tutti i ragazzi che le giravano intorno, era normale pensare che avrebbe fatto ...