-
Io sono fatta così
Data: 14/07/2020, Categorie: Etero Autore: babbacombe_lee
... le dimensioni ragguardevoli.La soluzione sarebbe stata farsi fare i reggiseni su misura da una bustaia, ma costavano un botto di soldi, così, spesso uscivo senza, piuttosto che mettere quella roba brutta, regolarmente di nascosto di mia madre che diceva che non era il caso che una ragazzina come me andasse in giro in quelle condizioni.Insomma, quando uscivo di casa, invece di scendere le scale, salivo le ultime due rampe (io abitavo all�ultimo piano) e sul pianerottolo di accesso al terrazzo, dove non veniva mai nessuno, mi spogliavo, toglievo il reggiseno e mi rivestivo.Il pomeriggio, prima di rientrare a casa, facevo la stessa cosa al contrario.D�inverno, tutto sommato, la cosa passava inosservata e bastava camminare piano, evitando di saltellare, ma d�estate, con una maglietta o una camicia leggera, le mie tettone sembravano animarsi ad ogni passo, suscitando l�ilarità delle compagne e, soprattutto, dei compagni di scuola.Mi vergognavo da morire, mi sentivo brutta e sbagliata, ma un giorno accadde un fatto che fece precipitare la situazione.Avevo fatto tardi e vidi passare l�autobus, così, senza pensare che ero senza reggiseno mi misi a correre disperatamente verso la fermata.L�autista fu gentile e mi aspettò, ma proprio mentre percorrevo gli ultimi metri, mi vidi riflessa nel vetro scuro di una banca.Le mie grandi tette, completamente libere sotto una maglietta un po' attillata (le mie magliette erano attillate per lo stesso motivo per cui non trovavo i reggiseni: o le ...
... prendevo che mi calavano sulle spalle o mi andavano strette lì), si muovevano alternativamente al ritmo della mia corsa.Una volta salita a bordo, i sorrisetti e le occhiatine dei passeggeri mi fecero capire che tutti avevano assistito al mio spettacolo fuori programma.Da quel giorno iniziai ad andare in depressione e così, per scacciare la tristezza, presi a mangiare di tutto.No, non ingrassai, nonostante sia stata sempre di molto appetito, il mio peso non si spostava di un etto, e per fortuna, perché se fossi pure diventata cicciona, sarebbe stata la fine.I compagni di scuola mi evitavano come se le mie tettone fossero sintomo di una malattia infettiva, mentre il sogno di ogni mia compagna era quello di diventare un giorno una modella famosa, naturalmente secca come un chiodo e quasi senza seno.Il guaio era che questo stesso standard era adottato anche dai maschietti, che si comportavano come se non esistessi, tranne quando iniziavano a sfottermi.Fui salvata da un�amica di mia madre, che la convinse a mandarmi da una psicologa.Nel giro di un paio di mesi, con modi un po� bruschi all�inizio, per scuotermi dal torpore in cui ero caduta, mi fece comprendere che io ero fatta così e che mi dovevo accettare per quel che ero.Basta nascondersi, quindi cominciai a indossare vestiti aderenti e scollati e abbandonai ogni idea di ridurre il mio seno abbondante.Tra l�altro avevo una paura folle di farmi l�operazione e poi, mi fece notare la psicologa, che era una bella signora alta e ...