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Io sono fatta così
Data: 14/07/2020, Categorie: Etero Autore: babbacombe_lee
... bei culetti magri, aveva scelto il mio.Ma no, si deve essere sbagliato, pensai.Le sue mani scesero ancora e strinsero la presa, facendomi accostare a lui.Quella sera indossavo una gonna corta ma non cortissima, con un generoso spacco sul davanti, molto attillata, che fasciava perfettamente le mie forme rotonde.Ad un certo punto sentii le sue mani scendere sulle cosce, superare il bordo inferiore della gonna, e risalire, questa volta a contatto con la mie pelle nuda.Parlai solo quando, risalendo, incontrò le mutandine ed infilò le dita sotto il bordo inferiore.�Ma che fai?�, dissi io a bassa voce.�Oddio, scusa.�Sembrava confuso, forse anche lui aveva bevuto troppo spumante, però non tolse le mani.�Ti da fastidio?�Cosa dovevo rispondere?Optai per la verità: �No, proprio no, ma perché?��Mi piace.��Ti piace �?��Sì, mi piace il tuo � insomma, hai un culo favoloso.�Aveva detto l�ultima frase tutta d�un fiato, come se si volesse liberare di un peso.Ero perplessa, non capivo, mi sembrava assurdo che il mio sedere, deriso da tutti, fosse apprezzato proprio da lui.Temevo sempre lo scherzo in agguato, ma alcuni dettagli mi dicevano che non mi dovevo aspettare brutte sorprese.Infatti, le sue mani continuavano a carezzarmi dolcemente le chiappe, mentre mi stringeva a sé con tale energia, che le mie tettone erano letteralmente schiacciate contro la sua camicia mezza sbottonata.L�altro particolare, sicuramente il più convincente, consisteva nel fatto che c�era qualcosa di duro che premeva ...
... contro la mia pancia, e che, anche se non mi era mai capitato, sapevo bene, dai racconti delle mie amiche, cosa significasse.�Ma come, sono quattro anni che mi sfottete ...��Scusa, scusa ma io ora non più, da quando ti vesti così ...�Si riferiva al fatto che da un po� di tempo avevo smesso di nascondere il mio corpo in abiti larghi ed informi e, dietro consiglio della psicologa, mi ero decisa a mostrare tutte le mie abbondanti forme.Ora avevamo smesso di ballare e Matteo mi portò in un punto del giardino più lontano dalla casa e meno illuminato.�Carolina, ti posso chiedere una cosa?�E certo, pensai io, mi puoi chiedere tutto quello che vuoi.�Me le fai vedere?��Cosa?��Le tue ...�, stava per dire tettone, ma poi si corresse al volo, �... i tuoi seni, ti prego.�Matteo, l�inarrivabile, che mi pregava, proprio a me, quella che non si cagava nessuno, neanche di striscio.�Ma certo�, e cominciai a sbottonare la camicetta, benedicendo il fatto che da pochi giorni ero riuscita a procurarmi un paio di reggiseni carini della mia taglia.Veramente li avrei preferiti neri, o meglio, rossi, ma il negoziante mi aveva detto che era già tanto averli trovati e che quindi, era il caso che mi accontentassi del bianco, unico colore disponibile.Mi passò per la mente un ultimo brutto pensiero: ecco, adesso escono da dietro la siepe i suoi amici che iniziano a sfottermi: scema, ci sei cascata, ed io lì, con la camicetta aperta, che cerco di ricoprirmi frettolosamente.Non accadde nulla di tutto ciò, ...