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Questa è una storia del cazzo.
Data: 14/07/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: Funky Barboons
Questa è la storia di un tizio che aveva un amico immaginario.Non che fosse pazzo, si sbronzava come tutti, faceva lavoretti per campare e correva dietro a cinque donne per volta, come tutti.Una sera, particolarmente sbronzo si ritrovò seduto sul letto, in mutande con una bottiglia di vino in mano; seduto su una sedia di fronte a lui, il suo amico immaginario stava fumando una sigaretta e leggeva un libro di Pamuk.Hey amico, questo libro lo devi leggere per forza, è una bomba, parla di Istanbul. E� scritto benissimo, dovresti leggerlo, anch�io scrivo, di queste cose me ne intendo.Il tizio sbronzo, diede una lunga sorsata dalla bottiglia e poi esclamò.Tu non esisti, tu sei il mio amico immaginario, tu esisti solo nella mia testa e basta, molto probabilmente quel libro l�ho letto un sacco di tempo fa e ora la mia mente lo sta facendo riaffiorare tramite te.Disse queste cose di colpo, senza riflettere troppo, come se fosse una cosa semplice e normale, come se avesse appena abbassato la tavoletta del cesso e si fosse messo a cagare.Come non esisto? Così mi offendi, amico, ehy, noi siamo amici, ci conosciamo da anni, siamo andati in giro, abbiamo visto un sacco di cose assieme, ehy io ti voglio bene, ti ho salvato anche il culo un sacco di volte con tutte quelle donne che ti fai ronzare attorno.Non è vero, tu non esisti, non sei reale, gli amici immaginari non sono reali, non hanno un vero corpo, non si possono ne toccare ne altro, tu non esisti, chiaro? E adesso sparisci e non ...
... tornare, o se proprio vuoi tornare, vedi di diventare qualcosa di reale.E adesso fuori dalla palle, lasciami in pace, voglio sbronzarmi da solo.Ehy ma che cazzo, ma ti sembrano modi di trattare gli amici immaginari?Abbi un po� di rispetto e che cazzo, ma guardati, sbronzo e solo e te la prendi con me, sei uno stronzo e un coglione e puzzi di scorregge e solitudine, sai che ti dico, vaffanculo, non sei tu che mi cacci, sono io ad andarmene, vedremo chi sentirà prima la mancanza dell�altro, addio!E così l�amico immaginario uscì dalla stanza, si mise il cappotto immaginario e scese le scale accendendosi un'altra sigaretta.Fuori pioveva forte e la città era deserta, poche auto, quasi nessun passante.Meglio, pensò tra se e si mise a camminare sotto la pioggia, inzuppandosi tutto.Dopo qualche isolato, entrò in un bar e chiese un whisky liscio doppio.Il barista naturalmente non lo cagò neanche di striscio.Ripeté l�ordine un altro paio di volte alzando la voce e sbattendo i pugni sul bancone, ma il barista nisba, non lo considerò nemmeno e continuò a parlottare con una tipa mezza sbronza dall�altra parte del bancone.L�amico immaginario allora fece per andarsene sbraitando contro tutti, ma venne fermato da una morettina magra, proprio sulla porta.Anche tu immaginario eh? Benvenuto nel club, vieni siediti al tavolo, aspettami qui che ti porto da bere.La morettina, attraversò la sala e andò a parlare con la tipa mezza sbronza che stava parlando col barista, tornò dopo pochi minuti con due ...