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Assatanata 2° sec. epis. cronache di una moglie ninfomane
Data: 15/07/2020, Categorie: Etero Autore: venus 34
... indugiasse ancora. Attraversò con quel passo da papera che le scarpette da ciclista, senza tacchi. imponevano. Giunto presso la portiera si fermò senza sapere che fare. «Beh?», lo sollecitò Eva «che aspetti a tirarti giù i calzoncini?» «Signora, stiamo pedalando da due ore e mezzo. Lo troverà maleodorante di sudore…» «Mi piace l’odore del cazzo non lavato, non preoccuparti.» Il ciclista si accertò che nessun veicolo fosse in vista, poi abbassò calzoncini e slip a metà coscia, esponendo a Ilenia un pene di medie dimensioni, semieretto. Sentì la donna dirgli di avvicinarsi ancora di più al finestrino aperto. «Ecco bravo così! Sei proprio d’altezza giusta perché possa succhiartelo senza problemi di posizione.» Ilenia schiuse le labbra, il cui rossetto era ancora spalmato alla perfezione e dava ad esse lo stesso fascino che ha una nevicata ancora vergine d’impronte. Senti l’uccello del ciclista erigersi completamente nella sua bocca. Le piaceva sentire i cazzi inturgidirsi nella sua bocca. Le dava una sensazione di predominanza. Aveva ragione il ciclista a dirgli che non l’avrebbe trovato profumato, ma lei era talmente famelica di cazzi che la sua mente trasformava in piacevole piacere cerebrale anche esalazioni non proprio odorose. Prese a succhiargli l’uccello con voluttà, socchiudendo gli occhi. Gli leccava il glande facendo strisciare la lingua sul frenulo e soffermandosi a titillarlo. Era esperta dell’anatomia maschile e sapeva quanto quella parte fosse piena di terminazioni ...
... nervose, che spesso mandavano in brodo di giuggiole chi provava in quel punto il tocco leggero di una sapiente lingua femminile. «Arriva un’auto!» disse ad alta voce uno dei presenti. Il ciclista si ricompose frettolosamente, poggiò una mano sul tettuccio dell’auto, come per far intendere a quello o quelli della vettura, che si era fermato a conversare con persone che conosceva e che i suoi compagni lo attendessero. Intanto il sole era calato dietro il poggio lasciando in ombra tutta la strada. Ormai libero dagli orpelli del riguardo, il ciclista tornò ad abbassare gli indumenti e lo cacciò di nuovo in bocca alla bella ragazza che prese a succhiarglielo con sapienza e tocco delicato di lingua, senza fretta ma con affondi tanto improvvisi, seguiti da rapide ma brevi ciucciate da farlo rimanere senza fiato. Quella bella sconosciuta le stava facendo un pompino che nemmeno era da paragonare a quelli che riusciva a farsi fare, non più di una volta al mese, da una moglie volenterosa ma schifiltosa e riluttante. Incominciò ad avvertire lo stimolo dell’orgasmo quando vide la donna prendergli tutto il cazzo in bocca, poi la sentì muovere i muscoli della gola attorno ad esso come per stringerglielo in un irresistibile, morbido, umido abbraccio muscolare della gola. Socchiuse gli occhi e godé quegli istanti che procedono l’orgasmo, quegli attimi in cui la sensazione che il flusso del piacere fisico, moltiplicato per lui dalla situazione ambientale, pare si stacchi dal cervello come una ...