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Dal punto di vista dello stalker (parte 1)
Data: 16/07/2020, Categorie: Etero Autore: thefriendlymanbehind
... parlare in camera mia senza che alcuno fosse in casa non riuscii mai neppure a metterle una mano su una spalla. (Oggi andrebbe di moda dire “friendzoned” o qualcosa del genere) Nonostante il suo comportamento fosse stato integerrimo per tutti gli anni in cui ci frequentammo la mia mente, ed anche la mia mano, galoppavano felici in un universo del tutto immaginario in cui noi eravamo una coppia e lei mi amava e rispettava. Un mondo che, a dirti la verità, ormai non riesco nemmeno più ad immaginare, ma proseguiamo nella narrazione. Dopo le scuole medie prendemmo strade totalmente diverse: io frequentai quello che in Italia corrisponde al liceo scientifico, lei scelse un corso di tre anni propedeutico al lavoro. Fu una grande delusione per me. Non sono una persona che giudica gli altri in base al livello di istruzione o al lavoro che svolgono, ma lei decise di stravolgere tutti i suoi piani di cui avevamo parlato per anni quando, un semestre prima della fatidica scelta del corso di studi futuro, incontrò un ragazzo ripetente di un’altra classe di cui si innamorò perdutamente. A nulla valsero le mie suppliche, quelle dei suoi genitori (persone di bassa scolarizzazione, ma che proprio per questo sapevano a cosa stava andando incontro la figlia) ed addirittura del Preside in persona –anche se quelle di quest’ultimo furono vere e proprie minacce-, ma lei era innamorata, voleva trasferirsi il più velocemente possibile una volta raggiunti i 18 anni e non volle sapere ...
... altro. Nella sua vita non c’era più posto per nulla che non fosse quel ragazzo. Smettemmo di vederci dal giorno alla notte perché il suo nuovo fidanzato non voleva che lei avesse amici: maschi o femmine che fossero. Passò l’esame per il rotto della cuffia. La rividi molti anni dopo e prendemmo un caffè insieme, mi racconto la sua vita, mi disse che la sua relazione terminò dopo circa un anno e che lei aveva ricominciato gli studi in quello che in Italia chiamate istituto professionale pubblico. Provai un misto di rabbia, tristezza ed ancora rabbia. Ero arrabbiato e triste perché mi aveva abbandonato, perché ha buttato ogni possibilità di carriera dietro un idiota. Ero arrabbiato verso i suoi genitori per averglielo permesso; ma alla fine mi misi l’anima in pace, lei sembrava felice e di certo aveva vissuto più di me. In quell’incontro notai che la sua passione per le scollature e per i reggiseni a balconcino non era scemata affatto, anzi. Il diamante grezzo di cui mi innamorai aveva perso molto del suo lato psicologico, ma ora mostrava un corpo maturo, snello, temprato da diete ferree e palestra, senza però risultare troppo sproporzionato o muscoloso. I capelli corvini le scendevano sinuosamente sul corpo oltre il bacino come un’onda di pece, impreziositi da leggeri colpi di sole ed un piccolo fermacapelli a forma di calendula che ricordavo appartenesse alla madre. Il contrasto era a dir poco stupefacente. Portava un paio di occhiali da vista tigrati dalla ...