1. Lo zio piero (4a parte)


    Data: 20/07/2020, Categorie: Etero Autore: Robi1967

    ... fissarla, e lei non poté fare a meno di osservare che proseguiva a trastullarsi, fissandola.
    
    Riprese a camminare, non senza provare una fitta calda al basso ventre.
    
    La penombra del chiosco l'accolse come un manto fresco e andò al frigo diretta, lo aprì e si chinò per cercare quello che più lo attirava, approfittando della confidenza che aveva guadagnato coi gestori.
    
    Mentre era china all'interno, rovistava, percepì un'ombra lieve e poi una pressione sulle natiche, nel profondo del solco, che durò un attimo.
    
    Sorpresa si alzò e girò per guardare "cosa" fosse; ma era un "chi".
    
    Dietro c'era l'uomo della spiaggia che le sorrise, tranquillo.
    
    Cinzia abbozzò un sorriso freddo, a metà tra l'accoglienza ed il rifiuto, di circostanza.
    
    "Sta cercando un buon gelato?"
    
    "Sì, ma lei che vuole?"
    
    "Un gelato, come lei…!"
    
    La vicinanza con la quasi nudità dell'uomo scuoteva Cinzia, in quell'istante realizzò che lui le aveva appena infilato la punta dell'uccello tra le natiche, sfiorandole il buchetto grinzoso.
    
    Lui era più alto di lei, così si trovava il petto peloso e largo a qualche palmo davanti.
    
    "Ha finito?"
    
    "…No. devo ancora trovare. mi scusi" e si girò per cercare nuovamente all'interno.
    
    Per tutta risposta l'uomo si fece al suo fianco e vi si protese, strusciando il fianco contro il suo.
    
    Cinzia non poteva scostarsi, era uno spazio angusto.
    
    "Dipende se cerchi una coppa o qualcosa da leccare…" sussurrò lui, intento a rovistare, poi si blocco e si ...
    ... girò verso lei, fissandola.
    
    Cinzia fece finta di nulla, proseguì a rovistare, ma adesso era una finta: era eccitata dalla stramba situazione.
    
    "Qualcosa da leccare, quindi?.." incalzò lui, poi si avvicinò e le baciò il collo.
    
    Cinzia si rialzò, non senza aver preso un cono.
    
    "Eccolo qua! Questo!"
    
    Lui si alzò con lei fissandola, dopo un attimo le chiese
    
    "Sicura che ti basti?"
    
    Cinzia lo fissò: non era brutto, era un tipo normale, che si potrebbe incontrare in autobus o incrociare sul marciapiede; prese a scartare il gelato, lentamente, poi rispose al suo sguardo.
    
    "Potrei essere tua figlia…"
    
    "Ma non lo sei…"
    
    Cinzia sbottò in una risata "Devo andare a pagare.."
    
    "Lascia, offro io. Allora?
    
    "Allora che?…"
    
    "Che si fa?…"
    
    "mmhhh…" Cinzia scartocciò il cono e fece un giro con la lingua sulla punta di panna "Si parla"
    
    "Lo stiamo facendo, mi sembra" fece un passo avanti.
    
    Essendo più alto di Cinzia, ora il suo cazzo era ad un palmo dal ventre di lei, che abbassando lo sguardo notò che lui era eccitato, e scoppiò in una risatina sommessa.
    
    "Ti faccio questo effetto?" domandò, sorniona.
    
    "Non ho molto tempo, mia moglie è andata a casa perché aveva scordato il cellulare… Allora?…"
    
    Cinzia cominciò a succhiare la punta del cono, poi portò lo sguardo sugli occhi febbricitanti e ammiccanti di lui.
    
    Dovette ammettere di essere intrigata dalla cosa, e il confine con l'eccitazione totale era ormai sottile come un capello.
    
    E poi non si sentiva ...