1. Un massaggio per la moglie di paolo.


    Data: 20/07/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: Honeymark

    ... e alla figa, provai un senso di vergogna e di eccitazione che non provavo da quando ero adolescente.
    
    Renata notò cosa stavo guardando, ma evitò commenti. In altra situazione avrebbe espresso qualche battuta di complicità.
    
    Cambiammo ritmo e cominciammo a «impastare», come si dice in gergo. Renata non lesinava sull’olio da massaggio, così cominciai anch’io a ungere la paziente di tanto in tanto.
    
    Arrivati alla fine delle cosce, mi spiegò come seguire il nervo sciatico.
    
    - Non ha problemi di sciatica – mi spiegò, – ma non dobbiamo essere noi a provocarla.
    
    La imitai, apprezzando quando dovevo passare sui glutei. Mi domandai cosa pensasse suo marito Paolo. Quando palpammo le natiche, si scopriva la fessura, mostrando il buco del culo e, poco più sotto, la figa. Era perfettamente depilata e, vista così, sembrava proprio un fico maturo, con la goccia. Paolo stava in fondo e vedeva tutto anche lui. Cioè vedeva cosa stavamo facendo.
    
    D’improvviso Renata prese una grande salvietta di carta e la portò alla figa di lei. Pensavo che fosse per coprirla e invece era per asciugarla. In effetti avevo notato che gli umori vaginali colavano sul telo di carta, ma io non mi sarei mai permesso di fare la stessa cosa con suo marito che ci guardava.
    
    - Fallo anche tu domani, – disse, intuendo la mia problematica. – È un riflesso condizionato, nella natura umana. A volte all’uomo si rizza mentre lo massaggi qui, la donna si bagna quasi sempre.
    
    Mi sentii vergognare.
    
    - Ora ...
    ... fai attenzione, – mi disse. – Dobbiamo massaggiarla bene nelle fessure. L’inguine e la divisoria del sedere. Domani farai la stessa cosa.
    
    Prese in mano la vulva e lasciò colare dell’olio da massaggio nella fessura del sedere. Quando giunse alla mani, cominciò a massaggiarla con forza e abilità, sugli inguini e l’interno delle natiche. Con l’olio, il suo culo era diventato una scultura.
    
    - Forza, fallo anche tu. – Insisté, vedendo il mio imbarazzo. – Non ci sono vie di mezzo. O fai i massaggi come si deve o non li fai per niente.
    
    Mi sostituii a lei, prendendo in mano la vulva.
    
    - Non così forte, – sorrise. – E’ un massaggio, non strizzarla come una spugna. Guarda.
    
    Mi fece vedere nuovamente come la sua mano si limitasse ad accarezzare la passera, risalendo fino all’interno della natica sinistra. Poi fece provare nuovamente a me. Stavolta mi riuscì meglio. Sentii le grandi labbra che tendevano a schiudersi, ma riuscii a non allargarle. Risalii anch’io all’interno della natica destra.
    
    Giorgia aveva un culo fantastico. Sodo, ovale, perfetto, elastico e dotato di tutti i particolari che lo rendevano aristocratico: le fossette in alto, le piegoline in basso, la giusta apertura in mezzo.
    
    - Ora stammi a sentire – disse Renata. – Qui comincia il mio lavoro, che deve essere perfetto.
    
    Io continuavo ad accarezzare in senso rotatorio la natica di Giorgia, passando con delicatezza dalla vulva e indugiando un attimo sul buco del culo.
    
    - Dico a te, – sorrise. – Mi ...
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