1. Un massaggio per la moglie di paolo.


    Data: 20/07/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: Honeymark

    ... al coccige di Giorgia.
    
    - Vai a tenerla per le caviglie, – mi disse ancora. – Tieni le gambe leggermente divaricate.
    
    Obbedii con piacere, osservando quello che sarebbe accaduto.
    
    Renata diede il suo famoso colto di peso e Giorgia si mise in tensione quasi inarcandosi. Poi si rilassò tra le mani di Renata che già lavorava sulla schiena.
    
    - La vulva! – Mi disse.
    
    Andai ad asciugarla.
    
    - Tienila in mano con dolcezza finché non ho finito. Ho detto con dolcezza. Chiaro?
    
    - Chiaro.
    
    La tenni così finché non finì il suoi lavoro alla schiena. La mia mano era fradicia, ma la vulva era completamente rilassata. Renata era proprio una brava professionista.
    
    Guardai Paolo tenendo in mano la figa di sua moglie e sorrisi con un certo imbarazzo. Lui non fece una piega.
    
    - Io ho finito, – disse Renata quando si avvicinò alla porta di casa. – Adesso può continuare Marco per qualche giorno, ma poi starà meglio di prima. Magari ci sentiamo tra un anno, OK?
    
    Paolo la ringraziò e la pagò. Io dovevo accompagnarla a casa-
    
    - Ti aspettiamo domani sera, – mi ricordò Paolo. – Vieni vero?
    
    - Eh? Sì, certo…
    
    Finii i massaggi il decimo giorno, poi mi invitarono a cena di sabato. Accettai, domandandomi se mi avrebbero ucciso o solamente storpiato.
    
    Ma ero sereno. Non mi sentivo né in colpa né estraneo.
    
    Arrivai a casa loro con un mazzo di garofani, i fiori che piacciono di più a me.
    
    - Garofani rossi? – Esclamò Giorgia. – Sono i fiori che mi piacciono di più. Sono fiori ...
    ... maschili, mentre le rose sono femminili.
    
    Non ci avevo pensato, ma li aveva graditi.
    
    - Vieni, – disse prendendo i fiori per cercare un vaso. – Paolo sta preparando dei martini.
    
    - Martini? – Esclamai. – Se è dry, è quello che preferisco di più… Lo spumante è femminile e il martini è maschile… Ostia, scusa. Non volevo fare il replicante.
    
    - So che dici (e fai…) sempre quello che pensi… he he
    
    Ci mettemmo a tavola e consumammo una cena a base di crostacei.
    
    - Siete sempre così delicati a tavola? – Domandai alla fine.
    
    - Possibilmente sì, – disse lui alzandosi a prendere dei superalcolici. – Che goccio preferisci? Va bene l’armagnac?
    
    - Fantastico! – Dissi.
    
    - Vieni, che ce lo beviamo in salotto. – Disse.
    
    La moglie spreparò mentre ci gustavamo l’armagnac.
    
    - Di solito abbiamo un aiuto, – disse Paolo. – Ma stasera, che è sabato e abbiamo un ospite col quale parlare di alcune cose riservate, abbiamo preferito fare da soli.
    
    Mi domandai con una certa apprensione di cosa volessero parlare. Ma affrontò l’argomento solo dopo che era venuta Giorgia e si era sistemata anche lei con dell’armagnac. Indossava un vestito svolazzante di seta che invitava il vento a sollevarlo.
    
    - Dunque – cominciò Paolo. – Ti ringraziamo dell’aiuto che ci hai dato. Renata è una risorsa. E tu sei stato una spalla abilissima.
    
    Non sapevo cosa dire. La moglie annuiva e sorrideva sorniona, come se si ricordasse cosa le avevo fatto.
    
    - Volevamo chiederti se hai fatto fatica o ti ...
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