1. Il giardino delle vacanze, il seguito


    Data: 24/07/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: PattyeFranco

    ... quindi dovetti togliere nuovamente quella mano che rovistava tra le gambe, rassegnati che tutto finiva lì.
    
    Di fronte al cancello Gioele si fermò per farci scendere, ma mentre stavamo scendendo dall’auto, mio marito se ne uscì con la proposta di salire in casa a berci ancora qualcosa, visto che non era ancora così tardi. Fu come un fulmine a ciel sereno, non ci aspettavamo certo questa proposta, Fabio accettò senza problemi, ma Gioele in un primo momento declinò l’invito, ma poi con le insistenze di Franco si convinse a salire. Fabio non disse niente, forse si aspettava un seguito alla sua piacevole serata, ma visto l’accettare di Gioele si rassegnò e vidi in lui una grossa delusione sul viso.
    
    Gioele andò a parcheggiare e ci raggiunse nell’androne mentre aspettavamo l’ascensore, nel salire nell’ascensore, vidi negli occhi di mio marito un certo compiacimento, che mi faceva pensare. Arrivati in casa, Fabio e Gioele si accomodarono sul divano, mentre io e Franco andammo in cucina a prendere le birre e un sacchetto di patatine da sgranocchiare, ne approfittai per fargli notare che Fabio probabilmente si aspettava qualcosa dopo quello che era già successo durante la passeggiata, ma che vista la presenza di Gioele ne era rimasto deluso, Franco mi rispose: “guarda, sinceramente non ho pensato a qualcosa del genere, era solo per fermarci e fare ancora quattro chiacchiere bevendoci una birra in compagnia…” si fermò un attimo e poi ridendo continuò: “…poi che problema c’è? ...
    ... tanto hai già avuto un’esperienza con entrambi, al massimo te li fai tutti e due in un colpo solo” lo interruppi e gli risposi: “ma tu sei tutto matto, sono eccitata perché il vino e Fabio c’hanno messo del suo, ma con l'uno e l'altro assieme non credo proprio, già mi sento a disagio che sono in giro senza mutandine, ma proprio non ci penso, non ne avrei mai il coraggio, poi Gioele mi ha già sistemato ieri. Però mi dispiace per Fabio che si era illuso”. Franco rimase un attimo senza parole a questa mia affermazione, rendendosi conto che seppure il vino mi aveva sciolto un po’ le redini, ero ancora me stessa, poi mi rispose frettolosamente perché gli altri due aspettavano le birre: “Comunque non era mia intenzione, io adesso stavo scherzando, in queste cose sai come la penso, se viene qualcosa, benvenuto, se non viene niente, non fa niente”, poi mi baciò sulla bocca molto amorevolmente. Tornammo di là con le birre e le patatine, le poggiai sul tavolino ed andai a sedermi sulla poltrona, Franco porse loro le birre e venne a sedersi sul bracciolo della poltrona dov’ero seduta io. Si cominciò a chiacchierare del più e del meno, ma io guardavo con insistenza Fabio parecchio deluso, si sforzava a ridere e scherzare, ma era veramente tradito, mi stava facendo seriamente compassione, mi sembrava un bambino a cui avevano rotto il giocattolo. Dopo una birra ce ne facemmo un’altra e a quel punto le mie redini ricominciarono sciogliersi di nuovo, specialmente continuando a guardare Fabio ...
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