1. Bordello (3)


    Data: 25/07/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: crigio

    “Che è successo tra te e Giulio?”, chiedo a Pino una volta che i quattro stalloni sono usciti dalla camera lasciandoci soli. Siamo abbracciati uno contro l’altro, a strusciarci per smorzare i reciproci piaceri.
    
    “Niente, lascia stare!”, mi liquida il biondino.
    
    “Dai! Lo sai che con me puoi parlare tranquillamente!”, lo esorto.
    
    Lui mi guarda un po’ e poi si libera. “Quello stronzo mi soffocava! Ti ricordi che ci siamo sempre divertiti anche con suo fratello Franco, no?”.
    
    “Sì. E allora?”.
    
    “E allora, dopo qualche mese che stavamo insieme ha cominciato ad essere geloso. Tanto che il povero Franco ha deciso di allontanarsi. Sta di fatto che adesso i due gemelli non si parlano più!”.
    
    “Cazzo!”.
    
    “Già! Ed io mi sento in colpa! Terribilmente in colpa!”.
    
    “Merda! E io che ero venuto qui per riportarti da lui!”, rifletto. “Mi spiace”.
    
    “Non potevi sapere. E comunque non intendo più tornarci insieme. È così bello essere libero di scopare con chi mi pare!”, e mi fa un sorrisino da troia, mentre si accarezza il culo farcito da litri di sborra. Poi, con uno scatto scende dal letto e va verso il bagno. “Devo scappare! È tardi”.
    
    “Sì, anch’io!”, dico. “Fa’ presto, ché usciamo insieme”.
    
    Pino si chiude in bagno e scendo dal letto per cercare i miei vestiti. Sennonché dal corridoio arrivano improvvisi schiamazzi che si fanno sempre più forti. Un ragazzo biondo e di una bellezza sconvolgente compare sull’uscio della camera e mi fissa con sguardo libidinoso. Quindi, ...
    ... si volta indietro e con una mano chiama qualcuno. Entra e viene seguito da altri tipi, anche loro sul biondo e sul castano, alti e atletici. Ne conto otto, tutti con i volti paonazzi, per l’eccitazione che provoca loro la mia nudità.
    
    Il ragazzo che è entrato per primo si precipita su di me e mi infila una mano tra le chiappe, mugolando quando si accorge che sono fradicio. Due sue dita mi penetrano veloci ed io mi irrigidisco. Faccio per protestare, ma quello mi mette una mano sulla bocca e mi spinge sul letto. Cadendoci sopra le mie gambe si sollevano e lui, rapido, me le tiene aperte e ricomincia a palparmi le chiappe e a sditalinarmi. Alcuni suoi compari montano sul letto e si portano ai lati della mia faccia. Si sbottonano i calzoni e tirano fuori i loro cazzi ancora flaccidi. Si avvicinano alla mia bocca e mi costringono a succhiarli.
    
    Parlano tra di loro in una lingua che sembra tedesco e che io non capisco. Si complimentano l’un l’altro e lanciano degli urli di soddisfazione e di piacere, quando le loro verghe mi entrano nelle fauci e aumentano di volume. Si alternano ai miei fianchi e si fanno spompinare tutti, mentre il primo non smette di lavorarmi il culo con le sue dita. Adesso usa entrambe le mani e mi trapana le viscere, ora con una ora con l’altra.
    
    “Ma non posso lasciarti solo neanche un minuto!”, esclama Pino uscendo dal bagno. Lo dice per sfottermi, ma, non appena i ragazzi tedeschi che non si stanno occupando di me lo sentono parlare, lo assalgono e ...
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