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L'imprevedibile evolversi di una fugace attrazione
Data: 25/07/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: Esclamativo
... scese alle caviglie. Mauro e Grazia si guardarono perdendosi in una fragorosa risata, perché, forse l'imbarazzo, o la foga, o il desiderio di guadagnare quel premio tanto ambito, ma ormai lontano nell'orizzonte, aveva reso il pene di Marco turgido di fronte ai due. Lo sconfitto doveva pagare. Mauro si alzò, prendendo per i folti corvini capelli Marco e lo fece inginocchiare ancora con le mutande alle caviglie. Grazia, ormai smessi i panni di arbitro, ma ancora vestita come al bar, si sedette sul divano, curiosa di scoprire cosa aveva vinto il marito. Marco in ginocchio era davanti il corpo di Mauro, e rimase allibito quando vide l'uomo togliersi l'intimo e liberare l'abbondante pene eretto, che lo aveva impressionato minuti prima, e che adesso lo spaventava ancora di più. L'uomo mostrò a Marco cosa serviva per fare felice una donna come Grazia e avvicinandosi, portò il suo glande a pochi millimetri dal volto di Marco, che ancora in erezione, era perso tra le sensazioni date dalla paura, lo sgomento, e una strana eccitazione. Mauro appoggiò un piede sui suoi genitali, senza schiacciare, ma quanto bastava per far sentire Marco subordinato e costretto al maschio dominante. Mauro ruotò il bacino di scatto e una prima sferzata colpì il volto di Marco, seguì un secondo colpo e un altro, un altro ancora. L'uomo lo stava schiaffeggiando col pene, l'umiliazione massima. Grazia mentre assisteva a tutto ciò iniziò a eccitarsi, si spogliò senza inibizioni e colta da un ...
... raptus erotico prese a toccarsi il clitoride con aggressività, stese velocemente una gamba sul divano, lanciando nell'aria una rossa scia, data dallo smalto dei suoi piedi, come a segnalare pericolo, l'altra gamba oscenamente persa sul tappeto. Mauro, schiaffeggiato il ragazzo, lo intimò di prestare le sue servili scuse al membro, appoggiando il glande sulle labbra di Marco. Marco pensò che fosse sufficiente dire "scusa", ma si sbagliava grossolanamente, l'uomo pretendeva un soffice bacio sul pene. Marco deglutì, e avvicinò le labbra semi aperte a quel coso enorme, ma di scatto si sentì afferrare la testa da Mauro che lo obbligò a accogliere tutta l'asta in bocca. Non servirono altre parole. Marco iniziò a fare una cosa che non aveva mai nemmeno immaginato, iniziò a succhiare il pene di quell'uomo così superiore, ma la cosa che lo stupì maggiormente, fu il piacere che ne traeva e avendo ancora il piccolo pene sotto il piede di Mauro, sentendolo pulsare, iniziò a muoversi avanti e indietro come un animale. Grazia era affascinata da quella scena e ancora più innamorata di un uomo capace di sottomettere il suo rivale fino a umiliarlo sessualmente. Fino a far desiderare al subordinato di poter ottenere del piacere, procurando un servizio così degradante al maschio alpha. Mauro chiamo a sé Grazia, non si era dimenticato come questa aveva tentato di giustificare al bar l'atteggiamento del discolo. La prese per i capelli e la fece chinare per farsi leccare il piede che ...