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Ragazzo di borgata (parte v)
Data: 27/07/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: FSeed
... possibile quella sera. Avevo portato con me una peretta per il clistere, ma avendone gia fatta qualcuno quel pomeriggio, più il quasi totale digiuno a pranzo, avevo tutto abbastanza pulito. Alle otto e un quarto bussarono alla porta e feci entrare Stefano. “Porca troia che posto” fece un giro della suite e tornò da me “ma quanti soldi c’ha questo pe permettese tutta sta roba?” “Veramente l’albergo è suo. Per questo è tutto gratisi. Vieni ti faccio vedè una cosa” lo presi per mano e lo portai nella camera per fargli vedere i vesti da donna e tutto il resto. “A me questo me fa quasi paura comunque” disse Stefano palpando le tette di lattice “cioè ha proprio pensato a tutto”. Fummo interrotti dal servizio in camera, e la cena che ci venne servita si rivelò un piatto di fiorentina con patate a testa, il tutto accompagnata da una bottiglia di vino. Io non toccai quasi cibo, mentre Stefano mangiò e bevve come se non ci fosse un domani. “Vacci piano col vino. Te dovresti sta sobrio, sei il mio bodyguard” lui mi guardò con aria colpevole. “Cazzo è vero. Scusa Andrè”. Dopo cena arrivò la ragazza per il trucco. Ci mise un pò ma il risultato finale fu eccellente, mi aiutò anche con la parrucca e quando mi specchiai faticai a riconoscermi. Sembravo una ragazza a tutti gli effetti. L’unica tortuta fu aspettare che Filippo e i suoi amici arrivassero, dovevo stare attento a non toccarmi il viso o anche solo a bere, anche se la ragazza mi aveva lasciato dei prodotti nel caso ...
... in cui il trucco sbavasse. Verso le undici mi vestii e mi infilai nel culo il plug, e quando Stefano mi vide rimase a bocca aperta. “Cazzo Andrè, non sembri più te” io mi guardai in uno specchio e notai con piacere che ero una gran figa. Mi feci scattare qualche foto da Stefano, per ricordo di quella serata, e dopo qualche minuto arrivvò il messaggio di Filippo “Dieci minuti e siamo li. Mettiti in camera ed esci quando te lo dico io”. Quando entrarono sentii le loro voci e quelle di Stefano. “Ah te sei l’amico. Piacere, io sono Filippo. Loro sono Alessandro, Marco e Giorgio. Ragazzi lui è la guardia del corpo della nostra amica” gli uomini ridettero tra di loro “Valla a prendere e portala qui per favore” Stefano venne in camera e mi venne vicino. “Sei sicuro? Guarda che stai ancora in tempo?” “Come sono secondo te?” “Sembrano a posto, forse un pò brilli, ma non mi sembrano brutte persone. Poi lo sai, l’abito non fa il monaco” “Ste non aiuti così lo sai?” dissi ridendo. Lui mi prese per mano come se fossimo a un ballo delle debuttanti mi accompagnò in salotto. Filippo stava servendo del prosecco in dei calici a tre uomini, uno seduto su una poltrona e gli altri sul divano, e quando entrai fischiarono ed espressero il loro apprezzamento. “Filo c’avevi ragione. E’ proprio bella. Ma siamo sicuri che è un travestito?” disse un ragazzo magro e con gli occhiali, il più bruttino del gruppo. Vicino a lui sedeva un ragazzo con baffi e pizzetto, con un accenno di ...