1. Ragazzo di borgata (parte v)


    Data: 27/07/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: FSeed

    ... pancia visibile dalla camicia un pò stretta. A parte Filippo il più bello era sicuro il ragazzo in poltrona, che si rivelò essere lo sposo. Capelli neri leggermente brizzolati, viso rasato di fresco e due begli occhi azzurri. Scoprii poi che l’età media dei ragazzi era dai trenta ai quaranta. Stefano mi lasciò in mezzo alla stanza e si vedè offrire un calice da Filippo che si rivolse ai suoi amici.
    
    “Ragazzi miei, vi presento la sorpresa di stasera per il nostro caro Alessandro. La bellissima...” si interruppe non sapendo che nome darmi.
    
    “Stasera potete chiamarmi come volete” dissi io con una voce leziosa da femmina avvicinandomi a loro. Filippo mise un pò di musica di sottofondo mentre io mi avvicinai allo sposo e mi sedetti sulle sue gambe.
    
    “Mi dicono che stai per fare una pazzia” gli presi il calice dalle mani e sorseggia un pò di prosecco.
    
    “E sarebbe?” chiese lui mettendomi una mano sul culo mentre con l’altra mi accarezzava le gambe.
    
    “Ti stai sposando. Quale altra pazzia puoi fare?” scoppiarono tutti a ridere compreso lui.
    
    “Io pensavo di farla con te la pazzia stasera” mi disse stringendomi una natica. Mi avvicinai al suo viso e gli leccai le labbra. Gli altri due alzarono un grido di approvazione mentre si facevano riempire di nuovo i calici. Mi alzai e comincia a camminare intorno a loro, li stuzzicavo mettendo in mostra le gambe e il sedere, fino a quando non alzai la gonna mostrando per bene il culo e il plug che il perizoma non riusciva a ...
    ... nascondere.
    
    “Che culo da favola” disse Marco, quello con i baffi.
    
    “Ma che c’hai qua dentro?” chiese Giorgio, lo smilzo, alzandosi e inginocchiandosi davanti al mio culo. Toccò il plug e feci un piccolo guaito, anche se il contatto non mi aveva provocato nessuna vera reazione. Mi diressi verso Alessandro e mi piegai a novanta davanti a lui “Mi aiuti a toglierlo?”. Lui svuotò il suo bicchiere, si accovacciò e tirò fuori il plug piano, il tutto accompagnato dai miei versi di piacere.
    
    “Guarda che rosellina che hai qui” disse lui aprendomi le natiche con le mani. Io mi alzai e, facendolo risedere sulla poltrona, comincia a strusciarmi su di lui a ritmo di musica, procurandogli presto un’erezione. Avevo una voglia matta di vedere il suo cazzo, così mi accovaccia su di lui e gli bisbigliai “Andiamo in camera e fammi sentire donna”. In tutta risposta lui mi prese la testa tra le mani e cominciò a baciarmi. Fischi e altre grida di acclamazione si alzarono dagli altri mentre Alessandro mi baciava e passava le dita nel solco del mio culo. Ci alzammo e prendendolo per mano lo portai in camera. Passai davanti a Stefano e gli feci l’occhiolino. Non mi ero accorto che si era bevuto gia tre calici di prosecco, quindi la sua espressione non era di preoccupazione, ma rincoglionito dall’alcol. Entrati in camera Alessandro ricominciò a baciarmi con ancora più trasporto, mi toccava il culo e stringeva le tette in silicone “Cazzo sei davvero bella” mi disse mentre infilava un dito nel mio culo. Io ...
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