1. Avventura sotto l'ombrellone


    Data: 27/07/2020, Categorie: Etero Autore: suve

    Voglio raccontarvi un�avventura vissuta poche settimane fa al mare.Ero in ferie, da solo. Per la prima volta non sapevo dove andare a causa della recentissima separazione da mia moglie. I figli, due, oramai grandi andavano per conto loro, io avevo rifiutato l�offerta di un amico e ero rimasto in città. Avevo voglia di rimanere un po� solo, riappropriarmi della mia vita, risistemare l�appartamento per una vita ora da single. Eliminare ogni traccia di lei che fosse rimasta.La seconda domenica d�agosto mi stancai e decisi di andare al mare. Presi l�auto e poco tempo ero in spiaggia. Andai al solito chalet, quello dove andavo con lei, me l�avrebbe ricordata un poco ma lì ero di casa, conoscevo diverse persone abitudinarie del luogo come me con cui ci si ritrovava ogni anno. Certo avrei fatto parlare un poco le lingue pettegole ma me ne fregavo, volevo solo passare una giornata di mare e sole, rilassarmi e godermela.All�arrivo Mario, il bagnino, mi salutò con la solita cortesia, fece solo un gesto di disappunto quando seppe che ero solo e perché, mi guardò con aria cameratesca ma non disse una parola e mi aprì un ombrellone a pochi metri dalla battigia. Nel raggiungerlo salutai diversi conoscenti senza fermarmi a parlare.Mi spalmai di crema solare, misi le cuffiette dell�i-pod, presi la gazzetta e mi sdraiai sul lettino per abbronzarmi un poco, estraniato da tutto quel che mi circondava. Finito il giornale mi guardai un po� intorno, vidi che dagli altri ombrelloni i conoscenti mi ...
    ... salutavano, senza accostarsi e parlando tra loro con fare circospetto. Immaginai che Mario avesse già diffuso la notizia. Scossi le spalle e decisi di fare un bagno, la mezz�ora di sole presa lo rendeva un�idea allettante. Senza fretta mi avviai verso l�acqua immergendomi piano piano. Una volta ambientato presi a nuotare verso il largo con forti bracciate (sono un bravo nuotatore, ho fatto nuoto in gioventù e ancora oggi frequento la piscina) allontanandomi forse duecento metri dalla spiaggia. Mi fermai galleggiando, assaporando il fresco dell�acqua distante dalla riva, poi mi immersi fino a raggiungere il fondo. Una, due, tre volte, anche senza maschera non avevo difficoltà a fare quei pochi metri sott�acqua. Riemergendo l�ultima volta mi sentii chiamare da poco distante e individuai una figura a una trentina di metri da me verso la spiaggia. Pensando fosse in difficoltà mi affrettai a avvicinarmi e scoprii che si trattava di Agata. Agata &egrave la moglie di Carlo, ha 45 anni e viene con la famiglia ogni anno allo stesso chalet. Ci conosciamo da tempo, diverse volte abbiamo chiacchierato, preso qualcosa insieme al bar, pranzato insieme, in quattro, allo chalet. Una di quelle amicizie estive che ti piace ritrovare ogni anno e che dimentichi quando torni a casa.Agata mi salutò cordialmente, mi si avvicinò e tenendosi a galla iniziò a dirmi di aver saputo e che le dispiaceva che mi fossi separato da Iole. Solita solfa, soliti discorsi sentiti già tante volte. Stavo quasi per ...
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