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Idraulico porco all'uscio
Data: 28/07/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: ale-luca74
... bocca. Senza troppi convenevoli, apro la bocca ed inizio a succhiare leccando con la lingua quella cappellona lucida che sa di piscio. Sputo nel catino ma lui sembra risentirsi. “Cos’è non ti piace il sapore del mio cazzo?” “No, no, tranquillo, ha un ottimo sapore, solo che avevo troppa saliva in bocca” Non potevo certo dirgli che quel mix di sapori del suo pisello non era proprio da gourmet. Secondo me quella stessa mattina, appena sveglio, doveva aver scopato, sborrato, poi pisciato senza neppure lavarsi il pisello. Sembrava che Roberto avesse fretta di venire. Faticavo a boccheggiare quei 24 centimetri di pisello in gran tiro e francamente iniziavo pure ad avere i crampi alla bocca per quanto era laborioso lavorare tutta quella carne calda. Mentre andavo su e giù lungo l’asta in tiro, cercavo di soffermarmi a leccare e succhiare la cappella che morbida e ben gonfia calzava perfettamente la mia bocca mentre l’intera asta era troppo lunga sia per la bocca che per la mia gola ma, Roberto era avido di bocca. Mi spingeva continuamente e con forza bruta la testa lungo l’asta, provocandomi conati di vomito ogni qualvolta spingeva il cazzo troppo in profondità in gola. Maiale e voluttuoso sì ma non così esperto da poter gestire con disimpegno tanta carne! Roberto aveva 33 anni. Cinque meno di me. Fin verso i 25 aveva militato nella squadra locale di calcio per dilettanti e, ubriacature permettendo, di tanto in tanto giocava ancora a calcetto perciò ...
... succhiare quel gran pisellone aggrappato ai suoi voluminosi glutei era ancor più eccitante. Gli aprii completamente la tuta abbassandola fino ai piedi, abbassai quindi anche il boxer e con un gesto rapido mi portai dietro di lui per osservare quelle grandi, grosse chiappe leggermente pelose. Iniziai a masturbarlo da dietro leccandogliele ed infilando poi la lingua lungo la riga delle chiappe fino a scendere verso l’ano. A quel punto lui si voltò rapidamente e mi disse: “Eh no. Quello no! Quello non si tocca!” Tornai quindi a leccare la cappella mentre continuavo a masturbarlo con la bocca aperta in attesa della sua calda sborra. “Certo che ci sai fare te col cazzo. Altro che bisex. Secondo me te sei un gay un po’ represso che ha paura di esser scoperto”. E mentre cambiava completamente d’umore, tornava ad esser grezzo e manesco. Riprendeva a spingere con violenza la testa contro il cazzo dicendomi “fammi sborrare frocio di merda. Fammi sborrare porco *beep*. Ora ti inondo la gola”. “Mi fai male! In questo modo non riuscirò mai a farti venire”. “Fai come cazzo credi ma sbrigati. Non ho tutto sto tempo da perdere. Sei tu il frocio e sei tu quello che sa come fare a farmi sborrare!” Roberto sembrava essere un campione di resistenza. La bocca mi doleva, sbavavo come un cane e rischiavo continuamente i crampi. Alla fine iniziò a stantuffare dentro la mia bocca fingendo fosse una figa. Io accompagnavo il suo andare avanti e indietro accarezzandogli o stringendogli le ...