1. Übermensch- L'ascesa.


    Data: 29/07/2020, Categorie: Masturbazione Autore: Semiramis, Fonte: EroticiRacconti

    -E io vi giuro, lo giuro su questo sacro Manifesto che ha detto al mondo chi siamo che realizzeremo il nostro sogno... il Comunismo- La folla era impazzita, subito dopo Dosseno a pugno chiuso veniva salutato da quella gente che ormai aveva riposto tutta la fiducia in lui. Rientrò, ritirandosi dalla folla e guardò negli occhi la figura di Marx stampata sulla capertina. Pensò di non aver mai bestemmiato in quel modo in vita sua, una lacrima gli rigò il viso. Guardò il polso e il marchio che riportava e odiò con tutta la forza tutto ciò che aveva in quel momento. -Duce, Duce, Duce...- -Almeno abbia la decenza di non farmi chiamare Duce...- -Oh ma cosa dice, è acqua passata, lei è il vento nuovo, non la faremo chiamare così ma lo sa che passano le epoche ma le folle restano sempre drogate... basta dare l'entusiasmo in pasto a quegli animali- -Ha ragione sono degli animali...- -Non ne è convinto, ma come... proprio lei. Un pontefice!- -Prima di essere pontefice ero un uomo, o meglio credevo che in quella massa di animali ci fosse ancora del pensiero...- -Ma c'è, c'è... ed il suo, il suo pensiero- -Macco, lei ci potrà provare con le masse ma non con me, l'entusiasmo non mi droga più da quando ho cominciato a contare qualcosa, da quando ho capito cos'era questo marchio- Rodolfo Macco baciò lo stemma con la "S" cicatrizzato sul suo polso e guardò fiero e dritto negli occhi di Eduardo. -L'ho fatto molto prima di lei, cosa le hanno promesso?- -Mi hanno promesso soldi e libertà per ...
    ... tre generazioni! -Ho capito che oltre ad essere un leccaculo lei è anche idiota, mi scusi...- Dosseno si fece accompagnare a casa, in radio, durante il viaggio non sentì altro che le sue parole. Si concentrò a fondo, fece il solito esercizio quello che da anni gli consentiva di vivere, iniziò a coccolare il solito toscano tra le labbra come faceva sempre prima di fumarlo. Prese nella sua valigia le foto di Lia, le custodiva gelosamente, convinto che portandole con lui le avesse tolte dalle loro mani. Una dannata malattia, una terribile dipendenza. Il sesso per lui era la colpa di tutto ciò che gli era successo ma non se ne poteva liberare. Aveva iniziato a ribellarsi da subito, masturbandosi quando il sesto comandamento glielo vietava -Non fornicare! - Da lì erano iniziate le bugie, i sotterfugi. Le menzogne a Dio e la ribellione erano andate di pari passo. Lia la amava ma sapeva che il sesso li avrebbe divisi, era sempre stato così. -La prego chiuda, ho da fare...- Il suo autista era informato ed Eduardo non si vergognava della sua dipendenza, si vergognava solo di molti effetti di quest'ultima sulla sua vita. -Lia ho le tue foto in mano- -Solo le foto?- -Anche il cazzo, ora...- -Bravo, devi proprio fartela questa sega, dove sei?- -In macchina, torno, domani ci vediamo e ti scopo- -Stai guardando la foto in cui mi tengo aperto il culo, vero?- -Sì proprio quella, e che fica che hai, mi manca quel sapore- -Muovi le mani, porco...- -Sì e tu, tu aprila bene e fammi sentire quanto ...
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