-
Dal cinema eden al sexy shop!
Data: 30/07/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: PinoDell99
... slip, e la tenda si scostò di nuovo, questa volta fu aperta per metà e, mi accorsi che anche il cliente di colore guardava incuriosito. Alla mia vista con i collant e gli slip indossati, il commesso emise un fischio di apprezzamento che, se da un lato mi fece un po’ arrossire, dall’altro mi lusingò non poco perchè lo interpretai come un apprezzamento. Le scarpe, mi indicò le scarpe. Non avevo mai indossato scarpe da donna con il tacco. Comprese il mio disagio ed entrò un po’ più dentro per aiutarmi. Infilato il piede in una scarpa, dovetti sostenermi a lui per non cadere. Mi veniva da ridere. Infilate entrambe le scarpe, mi guardai allo specchio e quasi non credevo che quella stangona potessi essere io. Lui spalancò la tenda e, prendendomi le mani, mi tirava cercando di farmi uscire dal camerino di prova. Nel negozio, del resto, c’era solo il cliente nero che, ormai, sorrideva apertamente e faceva dei complimenti al mio aspetto. Ero davvero una gran figa, vestita così! Feci un paio di passi, uscendo dal camerino, sostenuto dal commesso. Credevo di poter cadere da un momento all’altro. Il cliente nero si avvicinò e porse al commesso un gilet di pelle nera che, disse, avrei dovuto indossare al posto della Tshirt che indossavo in quel momento. Il commesso rise divertito e mi strattonò la maglietta per farmi capire di toglierla e sotituirla con il gilet di pelle. Ero praticamente nelle loro mani. Mi sfilai la Tshirt, senza rientrare nel camerino, e infilai, aiutato dal ...
... commesso il gilet che, sul davanti si richiudeva con una zip. I lati obliqui del gilet ricadevano sui miei fianchi incorniciando il mio bacino fasciato di nylon lasciando, però il culo scoperto. Non sembravo io! Il nero, ormai, aveva attenzione solo per me e si toccava la patta apertamente. Anche il commesso sembrava molto eccitato. Non riuscivo a capire cosa si stessero dicendo in tedesco ma intuivo che potesse riguardare anche me, visti i loro sguardi. Avevo acquisito un minimo di equilibrio sui tacchi tanto da consentirmi di spostarmi leggermente verso uno specchio che si trovava di fianco al camerino. Mentre osservavo quella meravigliosa creatura che ero diventata, dallo specchio incrociai lo sguardo del nero e compresi tutta la sua eccitazione. Mi ritrovai ad immaginare il suo cazzo e lo paragonai, mentalmente, al cazzo di gomma che avevo tastato appena entrato nel negozio, sperando che fosse bello come quello. Mi girai per guardarlo direttamente e mostrami a lui ancora meglio e solo allora mi accorsi che il commesso aveva tirato una tenda sulla porta di ingresso come segno di chiusura. Insieme al nero venne verso di me e mi fece capire di seguirlo in un posto del negozio più tranquillo. La libidine ormai era partita. Avevo il cazzo che mi stava scoppiando, così compresso negli slip che indossavo. Mi sentivo un po’ ridicolo mentre camminavo goffamente dietro di lui ed ero seguito dal nero che a tratti mi accarezzava il fondoschiena. Bastarono pochi passi per accedere al ...