1. Il ferramenta 5


    Data: 30/07/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: PassPa

    Dopo le fatiche della giornata di lavoro, ma soprattutto dopo le fatiche della serata di puro sesso dormii profondamente. Forse anche grazie alla doccia calda che mi aveva fatto Amir e alle sue braccia che mi cingevano da dietro mentre mi addormentavo. Si! Amir anche quella notte si fermò a dormire a casa mia.
    
    Appena mi svegliai sentii il suo odore forte e sorrisi. Sapevo che probabilmente quel giorno i lavori sarebbero terminati, cosa che da un lato mi faceva molto piacere. Ma dall’altro pensavo che non avrei più avuto per casa quei maschi che negli ultimi giorni avevano allietato le mie giornate.
    
    Mi alzai e andai a preparare la colazione. La portai a letto ad Amir che continuava a dormire.
    
    Si svegliò mi guardò, prese un caffè e mi abbracciò trascinandomi nuovamente tra le sue braccia. Non fece nulla, ma mi tenne abbracciato da dietro, come gli piaceva evidentemente fare. Sentivo il suo respiro sul mio collo, sentivo il suo odore, sentivo il suo cazzo diventare duro contro di me.
    
    Dopo un poco il suo respiro era regolare, si era addormentato nuovamente. Scivolai dal suo abbraccio, andai a farmi una doccia e preparai un altro caffè perché sapevo che a minuti sarebbero arrivati Giorgio e Carmelo. Non sapevo se l’amico cazzuto di Amir sarebbe tornato, ma pensai che lo avrei scoperto, e anche se non lo avessi visto quel giorno avrei cercato di incontrarlo di nuovo, viste le sensazioni magnifiche che mi aveva dato mentre mi scopava.
    
    Puntuali Giorgio e Carmelo ...
    ... arrivarono, ci salutammo e dopo un caffè insieme, ognuno riprese i lavori da dove li avevamo lasciati la sera prima. Ero molto soddisfatto di come stava venendo il tutto, e ancora di più ero soddisfatto dei lavori post giardino……
    
    Dopo poco Amir ci raggiunse e lavorando tutti e quattro le cose andarono avanti abbastanza bene e velocemente.
    
    Si avvicinava l’ora del pranzo e chiesi se volevano che preparassi qualcosa. Amir mi rispose di non preoccuparmi e che aveva mandato un messaggio al suo amico che stava arrivando con il pranzo per tutti.
    
    Fui contento all’idea di rivedere quel maschio. E appena arrivò dopo una veloce rinfrescata ci mettemmo a mangiare. Ripresero quasi subito a lavorare, l’idea era quella di finire tutto quella sera in modo tale che le piante potessero essere messe a dimora.
    
    Carmelo, Giorgio e Amir lavoravano veloci e bene. Io aiutavo per quel che potevo, ma soprattutto mi godevo la scena di quei magnifici corpi di maschi in pantaloncini, lucidi di sudore e che emanavano odori da stalloni mettendo in mostra muscoli su muscoli. Erano corpi differenti tra loro. Il colore differente. Pelosi due, meno un terzo. Uno con molti tatuaggi (cosa che mi fa eccitare). Ma tutti magnifici.
    
    L’amico di Amir, invece, si era ritirato in cucina per lavare tutto e sistemare e preparare qualcosa per la cena per me. Del resto era un cuoco, non un operaio.
    
    Il tempo passava e Carmelo aveva già iniziato a mettere le prime piante a posto, mentre Amir e Giorgio definivano le ...
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