1. Il ferramenta 5


    Data: 30/07/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: PassPa

    ... ultime cose dell’impianto di irrigazione. Guardando il tutto capivo che non avrebbero finito del tutto quel pomeriggio, ma la cosa non mi preoccupava per nulla, anzi…..
    
    Infatti verso le sei del pomeriggio decisero che la stanchezza era troppa e che le ultime cose le avrebbero finite l’indomani con più calma.
    
    Come al solito andai a prendere qualcosa di fresco e preparai il tutto sul tavolino vicino la piscina. La doccia sapevano dove era e non si fecero scrupoli ad usarla prima di sedersi per un sano relax. Cominciammo a chiacchierare del lavoro, delle ultime cose, sorseggiando birra fresca. Dalla cucina arrivavano dei profumi interessanti e capii che avremmo cenato tutti insieme e (speravo) non solo cenato…..
    
    Dopo circa un’ora si presentò a noi l’amico di Amir, il cuoco, che si sedette con noi a bere anche lui qualcosa dicendo che a breve, se volevamo, potevamo cenare. Carmelo disse che ci avrebbe raggiunti il suo amico biondo, che avevo conosciuto il primo giorno e che poi era partito. Era infatti rientrato e voleva vedere come andavano i lavori, mi disse Carmelo sorridendo….. ricordavo la lunghezza del suo cazzo e non mi sarebbe dispiaciuto per niente riprovarlo nella mia bocca e magari riassaporare quella sborra che ricordavo essere tanta e di un buon sapore.
    
    Fu proprio mentre ci pensavo che suonarono e andai ad aprire. Era proprio lui che mi sorrise e mi strinse in un abbraccio. Dopo i saluti, ci avviammo a cenare. Eravamo quasi tutti in costume e vedere alla ...
    ... mia tavola tutti quei corpi nudi e per me eccitanti mi rendeva già felice.
    
    Mentre mangiavamo mi venne un’idea. Ormai era chiaro che ero io il giocattolo e che ero io a farli godere. Allora decisi di scivolare sotto il tavolo e mettermi in mezzo a tutte quelle gambe e soprattutto in mezzo a tutti quei cazzi. Li tirai fuori ad uno ad uno dai costumi e li ammirai. Erano diversi tra loro, ma tutti bellissimi. C’era il cazzo lungo e sottile del biondo che terminava con una cappella rosa e appuntita. C’era il cazzo grosso, anche se non lunghissimo di Giorgio con le sue vene laterali e la cappella larga scura e già bagnata. C’era il cazzo di Amir, possente, venoso, scuro, con la cappella violacea che pendeva poggiato sui suoi grossi coglioni. C’era il super cazzo dell’amico cuoco che anche a riposo era duro e di una lunghezza esagerata anche lui poggiato su quelle grosse palle. E poi c’era il cazzone di Carmelo superbo, grosso, scuro che anche se non raggiungeva la lunghezza di quello del cuoco, mi piaceva moltissimo, mi eccitava.
    
    Cominciai ad accarezzarli ad uno ad uno. E loro non si scomposero, e continuarono a parlare e a bere. Passai a leccarli, con lentezza, avvolgendoli con la lingua e passando poi a leccare quei coglioni che pendevano e che erano duri e pieni. Poi presi in bocca le cappelle e me le gustai lentamente facendo un buon lavoro visto che a poco a poco non li sentivo più parlare e i cazzi cominciavano a indurirsi e a svettare verso l’alto…….
    
    Si alzarono da ...