1. I peccati della signora "perbene" 5 - ii parte


    Data: 09/08/2020, Categorie: Etero Autore: cuckold211

    ... realtà, nella mente di Liliana, al di là del proprio sogno inconfessato, aveva preso corpo lo scopo di zittire la donna a proposito del figlio, coinvolgendola in qualcosa di moralmente censurabile.
    
    Fu così che, una sera, la invitarono a prendere il caffè da loro.
    
    LA SIGNORA
    
    Era una signora bionda, magra e lunga, con una pelle chiara e le efelidi sul viso. Prese il caffè seduta sulla poltrona di fronte al divano dove erano Franco e Liliana.
    
    "Sai, Franco, che noi diamo scandalo? - disse Liliana - Mi diceva la signora che qualche volta sente i nostri gemiti d'amore.
    
    Vero, cara?"
    
    La signora arrossì violentemente; non si aspettava evidentemente che Liliana fosse così diretta e parlasse di certe sue confidenze così, con lei presente, davanti al marito.
    
    "Sa di chi è colpa, signora? - proseguì Franco - La colpa è di mia moglie che è una donna troppo sensuale, per non farsi desiderare da morire".
    
    "Cara - riprese Liliana - non creda. Si è sempre in due a far l'amore. Vede? - così dicendo appoggiò una mano sui pantaloni di Franco.
    
    "Vede? Il mio uomo è sempre così. Franco, dì la verità che sei eccitato! Eccolo qui........., eccolo qui il mio maschiaccio!"
    
    Liliana fece seguire alle parole i fatti: aprì la patta dei pantaloni e faticò ad estrarre il pene già duro di Franco; la signora Anna, la bionda, lo eccitava; quelle efelidi erano il segno di una pelle sensibile; quegli occhi quasi sbarrati, che adesso guardavano la verga, avevano qualcosa che ...
    ... turbava.
    
    Liliana, molto sfrontatamente, si accucciò a leccare il cazzo in modo che Anna vedesse chiaramente tutto.
    
    Ella esitò qualche attimo, poi, presa a sua volta, di fronte a Franco divaricò pian piano le cosce e sollevò la sottana.
    
    Aveva mutande nere che risaltavano sulla pelle bianchissima. Le scostò con la mano e rese distintamente visibile il lungo taglio, leggermente sporgente, della sua fica.
    
    Cominciò ad accarezzarsi mormorando: "Magnifico, come siete belli... che porcelli che siete!"
    
    Liliana smise di leccare Franco: "Cara - disse - anche tu sei bella e piaci a mio marito... vieni, vuoi leccare un po' il suo cazzo?"
    
    Anna si alzò dalla poltrona e si avvicinò a loro senza abbassar la sottana e senza togliere la mano di tra le cosce.
    
    Si accovacciò vicino a Liliana, che le offrì il membro di Franco, già bagnato della sua saliva.
    
    "Tesoro - disse Liliana alla donna - leccalo pure che, sono certa, ne hai tanta voglia".
    
    "Sì - disse la bionda, ormai senza più alcun ritegno - ne ho tanta voglia... amo il cazzo più di qualsiasi cosa al mondo".
    
    "Leccalo, mia cara, leccalo quanto vuoi, tieni. Potrai venire quando vorrai da noi: sarai la nostra amante e noi ti ameremo".
    
    Così dicendo le sfilò le mutandine nere, le allargò bene le gambe e cominciò a leccarla, lentamente.
    
    La bionda emise un gemito, baciò Franco ancora per qualche istante, poi guardò, con occhi sbarrati, quella donna, la moglie di Franco con la testa stretta fra le sue cosce.
    
    "Tesoro, ...