1. Fiore di Bach - Cap III atto II - Il serpente con la testa da uomo.


    Data: 11/08/2020, Categorie: pulp, Autore: Flame

    Dedico l'intera storia a tutti voi che mi avete seguito con passione. Grazie. Non è fantasia o vissuto della scribacchina. Flash di luci abbaglianti. Tutto mi passa davanti veloce, vedo il cielo cupo e gli alberi spogli, i loro rami oscillano vistosamente, i lampioni riflettono la loro luce accecante nel vetro. Odore di pelle, ci metto un po’ per tornare parzialmente in me stessa, e, capisco di essere nella limousine di Regina. Distinguo la sua voce, la sento parlare, poi, il sangue si gela nelle vene, una sensazione orribile si fa spazio lentamente nella testa come magma. Quella voce, non può essere! Combatto contro tutti i miei sensi che si oppongono, apro gli occhi, passano secondi o infiniti minuti quando finalmente riesco a metterlo a fuoco. Lo vedo. La testa rasata, gli occhi ghiaccio. Lui. La paura si impossessa prepotentemente del mio corpo, della mia mente, una paura che ha il gusto dell’impotenza. Le mani scivolavano sulla maniglia della portiera… chiusa. Riprovo nuovamente, mollemente cerco la maniglia… chiusa. Mi viene un groppo in gola. -Butta fuori a calci la cagna, sta per vomitare.- Mi provoca il disgusto. La limousine si ferma e vengo spinta fuori, a quattro zampe sulla strada. Sto male, due, tre, conati forti, poi delle mani femminili mi trattengono i capelli sfiorando la pelle. -Torna in limousine- le mille sfaccettature di verde le ritrovo brillare in quelle iridi profonde. C'é qualcosa di dissonante in lei ma non riesco a capire cosa. - andiamo ...
    ... puttana il mio alano vuole scopare- ride quel verme repellente, lo odio. Supplico Regina silenziosamente, i miei occhi si specchiano nei suoi, vedo il tormento in lei, ma non vuole cedere. Perché darmi in pasto ad un essere spregevole? Sono profondamente delusa. No non voglio! Voglio rimanere qui! Urlo fino a farmi mancare il fiato ma il tizio mi afferra e trascina dentro l'abitacolo. -Dove cazzo volevi andare cagnetta?- mi afferra il braccio, lo stringe fino a farmi male, mi strattona forte a destra e sinistra. Mi viene nuovamente da vomitare. - Ti farò un video mentre il mio bull ti fotte. A lui piacciono le cagnette come te, strafatte di acido. A me fanno schifo. – I miei occhi sono solo per lei. Regina. La interrogo con lo sguardo, lo sostiene per poco tempo mentre continua a parlare con quel viscido. Voglio andare via! Voglio uscire! Mi prende il panico, ma è un panico muto che intossica internamente e non sfocia in espressioni, in movimenti. L'effetto dell'acido è ancora in circolo oppure il bastardo, compresa Regina, mi ha dato altre dosi. Mi muovo lenta, il mio braccio tocca ancora una volta la portiera, voglio uscire! Ma nulla, chiuso! Non ho nemmeno la forza di piangere. Mi abbandono sul sedile. Buio. Musica classica, voci angeliche si susseguono in alti e bassi, la Lacrimosa di Mozart, sento freddo ho brividi forti che squassano il mio corpo come scariche elettriche. Cerco di rialzarmi ma rimango a quattro zampe non avendo forze. Una risata. – La cagna si è svegliata ...
«123»