1. Fiore di Bach - Cap III atto II - Il serpente con la testa da uomo.


    Data: 11/08/2020, Categorie: pulp, Autore: Flame

    ... medaglia. -Scusami cara, ora è il mio turno.- Si avvicina spavaldo, ha gli occhi che fanno paura, senza convenevoli tira fuori il pene, bianco, duro. Inizia a far scorrere la mano su e giù davanti la mia faccia. -Non è per te, cagna, ho promesso alla tua amica di farmi una sega. Vuole vedermi sborrare. Ho bisogno del cesso per farlo.- Ride. Non ho la forza di rispondere, ho un groppo in gola e un odio che sale di grado in grado. Viene dopo poco tempo, grugnendo, schizzando ovunque senza riguardo. E, senza riguardo, si libera sul mio viso in un gemito di goduria, il suo piscio mi colpisce ovunque, mi bagna completamente viso, capelli e corpo. Sono accasciata a terra con le mani sul viso e in lacrime, quando due spari mi fanno sobbalzare e urlare. Due spari. Il corpo di Foma, privo di vita, sul mio. Mi sta schiacciando. Regina mi tira fuori. Io urlo, scalpito, la colpisco ripetute volte urlando come una pazza. Buio. Quando ritorno in me stessa sono in una vasca d'acqua calda piena di schiuma profumata. Le iridi smeraldine mi fissano, il viso di Regina è contrito. -Sei il mio fiore di Bach, Ania. La mia cura contro il mio male… devi aiutarmi.- Silenzio. Non rispondo, non ne ho voglia. Lei continua. -Quell'uomo... era il figlio del vecchio direttore del teatro. Il padre, ha usato violenza su di me ogni giorno.- Non la guardo, ma percepisco i suoi occhi fissarmi. -Dovevo arrivare al figlio per annientarlo, come lui un tempo, ha fatto con me. Sei stata la mia esca perfetta. Tu deliziosa creatura l'hai attirato, come un ragno fa con la mosca. Ora… voglio che tu mi aiuti a vendicarmi su tutti. – Rimane in silenzio aspettando una risposta che per ora non voglio dare. -Hai dell'acido?- questa è l'unica cosa a cui penso. Esce dalla stanza. Ritorna dopo poco tempo o tanto, non riesco a comprendere. -Tieni.- Pasticche di acido, due, nella sua mano. Le afferro avida e le butto giù. Mi perdo nel mio mondo, in uno bello, dove le persone non possono farmi del male.
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